Sono sempre stata affascinata dalla Mitologia Norrena, tuttavia questo libro mi ha colpito molto soprattutto perché dà voce a un personaggio che fino a quel momento forse era rimasto un po' troppo nell'ombra: la gigantessa Angrboda, moglie e madre dei tre figli di Loki che saranno le chiavi per lo scontro finale contro gli Dei, il Ragnarok. Altro tema che adoro leggere, praticamente da sempre, è quello delle Streghe, quindi non potevo proprio farmi sfuggire questo testo. Oggi, come da titolo, vi consiglio The Witch's Heart - la leggenda di Angrboda, di Genevieve Gornichec, pubblicato di recente da Mondadori Oscar Vault. Ringrazio di cuore Alfonso per la copia omaggio.
Elizabeth Jane Cochran, in arte Nellie Bly è una donna che mi ha sempre incuriosita moltissimo, ma non avevo ancora avuto l'opportunità di leggere libri su di lei. L'occasione si è presentata grazie all'autrice, Melania Soriani, che mi ha proposto di leggere la sua biografia romanzata e come potevo rifiutare? Grazie di cuore, Melania!
Il suo lavoro mi è piaciuto molto, mi ha appassionato nelle ultime settimane, e secondo me è un primo interessante approccio per avvicinarsi alla figura di questa donna coraggiosa e forte, che non si è mai arresa, nonostante tutti gli ostacoli dell'essere donna in un mondo di uomini. Una donna da ammirare e dalla quale trarre preziosi insegnamenti. A mio avviso, però, per approfondire ancor di più la sua storia, occorre trovare anche altro. Personalmente ho già segnato due letture che ho intenzione di recuperare: Dieci giorni in manicomio, e Il giro del mondo in 72 giorni, due importanti testimonianze di altrettanti momenti che l'hanno resa nota. Li leggerò appena possibile, così da aggiungere altri importanti tasselli sulla sua vita.
Ho scoperto Sylvia Plath per caso, grazie alla lettura di un romanzo. Colpita, ho voluto buttarmi subito sul suo lavoro autobiografico in prosa - non essendo appassionata di poesia - “La campana di vetro” e me ne sono innamorata, pur affrontando temi non facili da gestire, come la depressione e i tentativi di suicidio. Mi sono poi dedicata ai Diari, tra le cui pagine e nei cui pensieri mi sono spesso ritrovata. Quando li ho letti ho avuto da un lato paura, dall'altro lato mi sono sentita compresa. E da lì ho iniziato a leggere anche altre opere su di lei, qualche poesia, fino a scoprire la pubblicazione di un altro racconto: “Mary Ventura e il nono regno”, che dovevo subito avere!
Anche a voi fanno “paura” certi autori?
Fino a qualche anno fa avevo il terrore di leggere Stephen King, poi ho provato, e mi si è aperto un mondo bellissimo.
L'altra mia grande paura era Chuck Palahniuk. Una volta ho provato ad aprire a caso il suo romanzo, Cavie, e ho avvertito subito un grande disgusto per quel che stavo leggendo e pensavo di non riprenderlo mai e poi mai.
Ma come si dice: mai dire mai. Ed ecco che, complice anche la terza tappa della Dungeon of Readers (Scoglio Urlante), ho deciso di provarci, di conoscere lo scrittore americano proprio con quel titolo che mi ha turbato profondamente, e alla fine devo dire che nonostante tutto si è rivelata una lettura anche interessante per il messaggio di fondo, ma anche per la sua capacità di sconvolgere il lettore e farlo riflettere sulla nostra società (più americana, ma quella italiana non è poi così distante per certi versi).
Ieri volevo condividere un articolo in occasione della Giornata Internazionale dei diritti della Donna, ma ammetto di non esserci riuscita perché completamente assorbita dalla lettura dell'ultimo capitolo dell'Amica Geniale. Pensandoci, però, credo che sia importante anche in questo caso non ridurre tutto a un unico giorno. Nel mio blog ho sempre parlato di donne: donne scrittrici, o vere protagoniste di romanzi e saggi, e continuerò a farlo sempre. Ho comunque contribuito a consigliare qualche titolo per lo speciale di Let's Book che vi invito a scoprire!
Tra (i pochi) aspetti positivi del bookstagram c'è la possibilità di scoprire titoli che magari ti sono sfuggiti: uno di questi è Le disobbedienti di Elisabetta Rasy, che ho trovato proprio scorrendo le pagine di lettrici che seguo. Ne sono subito rimasta attratta, perché amo molto l'arte.
Torniamo a parlare di fumetti e graphic novel, vi va?
Oggi voglio dedicare il mio articolo a una serie fantasy-steampunk tutta al femminile, che io sto amando davvero tanto! Non conosco il numero totale di volumi - visto che sono in corso d'opera - ma ormai che sono così entrata nella storia devo assolutamente sapere come andrà a finire. Anche perché quello che ti lascia sicuramente la lettura di ogni singolo libro è tanta, troppa, curiosità!
Di Monstress avevo già parlato (trovate i miei pareri del Vol.1, Vol. 2, Vol. 3, e Vol.4 semplicemente cliccando sui link!), ma a ottobre sono riuscita a recuperare anche il quinto! Ovviamente se non avete ancora letto nulla, non vi consiglio di continuare: pur stando attenta agli spoiler ogni volta, non so quanto capirete. Quello che so è che se amate i graphic novel ricchi di intrighi, sentimenti, mostri interiori, ma anche crescita, una gran presenza di personaggi femminili, e un mix di fantasy e steampunk ve lo consiglio.
Ci sono autori dai quali non riesci mai davvero ad allontanarti, perché con le loro storie e i loro mondi hanno intessuto una trama di luce nel tuo cuore. Uno dei miei preferiti è sicuramente J.R.R. Tolkien.
No, non sono una di quelle fan espertissime e totalmente fissate, che hanno già letto tutti i libri, le lettere, i saggi; che analizzano ogni piccolo aspetto, o sanno l'elfico e le altre lingue da lui inventate. Sono una semplice lettrice che anni fa ha scoperto i suoi mondi letterari e se ne è semplicemente innamorata. Con il tempo spero anche di riuscire a recuperare molte delle sue opere minori che mi mancano, oltre alle sue lettere e saggi.
Esattamente un anno fa iniziava il mio lungo viaggio nel teatro del Bardo dell'Avon, e sono felice di questo percorso, soprattutto di non essermi mai fermata. Scoprire le opere di Shakespeare, non limitandomi solo a leggerle, ma andando a ricercare fonti e critiche, mi sta aiutando a conoscere ancora di più il suo teatro, apprezzandolo ulteriormente.
È un progetto lungo che concluderò solo nel 2023, ma è bello sapere che i sui drammi, le sue tragedie, le commedie, i poemetti e i sonetti mi accompagneranno ancora per molto tempo.
Questo mese l'ho dedicato alla prima delle “Commedie Romantiche”: Il Mercante di Venezia.
Se penso a La Capanna dello Zio Tom ho il vago ricordo di una me bambina totalmente commossa per la sorte del protagonista. È, infatti, una di quelle letture definite “per ragazzi” (anche se non mi spiego troppo il motivo) che in molti abbiamo affrontato, forse in maniera non integrale, in tenera età. Rileggerlo da adulta è stato importante, in parte perché credo che a prescindere da quanto possa piacere o meno sia una di quelle letture da fare per il suo valore storico e politico, ma anche perché ho potuto conoscere totalmente una storia di cui forse in tanti dicono di sapere, ma che ben pochi hanno veramente letto.
Attendevo con trepidazione questa tappa della #readingthedarkchallenge su Instagram perché da tempo volevo recuperare un titolo di cui avevo sentito parlare sempre in maniera positiva. Mi riferisco a Rebecca, La Prima Moglie di Daphne Du Maurier, un libro che mi ha rapita e che per certi elementi mi ha ricordato la mia amata Jane Eyre.
È una di quelle storie dove forse per certi aspetti sai già cosa accadrà, eppure ti senti ugualmente coinvolta, desiderosa di risolvere il mistero che pervade queste pagine e che per altri motivi ti sorprende, ammaliata soprattutto dalle molte descrizioni dei paesaggi e della dimora in cui tutto è ambientato, in cui possiamo ritrovare quegli aspetti gotici che cercavo.