Cosa si può fare quando si perde la propria scintilla creativa?
Quando si prova sconforto, oppressione, quando il peso delle aspettative ci schiaccia inesorabilmente?
A volte, allontanarsi sembra essere la via più facile, per poi ritrovarsi. Ma è davvero così?
È quello che un po' succede a Samuel Beauclair, protagonista del nuovo graphic novel recentemente pubblicato da 21Lettere, una casa editrice che personalmente amo molto per il loro progetto editoriale e i titoli che finora non mi hanno mai deluso. Questa volta andiamo a Melvile, una cittadina immaginaria creata dalla mente e dalle tavole di Romain Renard, un poliedrico artista belga. Autore di fumetti, scenografo, grafico e musicista, Renard ci regala un'opera che ha un taglio cinematografico e fortemente introspettivo. Facendo delle ricerche, per pura curiosità, ho scoperto che è il primo volume di una trilogia tutta ambientata in questo villaggio, ricco di ampi spazi naturali ma anche di miti e leggende. Devo ammettere che spero proprio di continuare a leggere anche gli altri lavori per avere una visione più completa della sua idea.
Oggi voglio consigliarvi un graphic novel che mi ha subito colpito non appena l'ho visto tra le nuove uscite: Jazz Lieutenant, un lavoro scritto da Malo Durand, con i disegni di Erwan Le Bot e i colori di Jiwa, e pubblicato di recente dalla casa editrice 21Lettere (Ringrazio di cuore Valentina per avermi permesso di leggerlo!). La mia recensione la trovate già sul sito di Let's Book, ma ci tenevo particolarmente a consigliarlo anche sul mio blog.
Vi piace la musica Jazz? Io non sono un'esperta, anche se è un genere che mi affascina. Conoscete la sua storia o qualche esponente? Se vi dicessi, James Reese Europe... è un nome che evoca qualcosa? Ebbene, in quest'opera potrete trovare la sua storia, ma soprattutto il suo tentativo di usare la musica per uno scopo anche politico: abbattere i muri della segregazione razziale, per ritrovare la libertà e lottare per i propri diritti.
Negli ultimi anni mi sono avvicinata molto ai fumetti e/o graphic novel: amo collezionarne e lasciarmi incantare ed emozionare oltre che dalle parole anche dalle illustrazioni. Al Salone del Libro ci siamo concentrati su una piccola realtà editoriale degna di nota: ReBelle Edizioni, e abbiamo avuto modo di parlare con l'editore Giuseppe Coppola. Volete saperne di più? E allora continuate a leggere le sue risposte alle nostre tre domande!
Ci sono libri di cui è difficile scrivere, ma allo stesso tempo li ritengo talmente importanti per temi, che sento un bisogno ancora più forte di condividerli. Quando si affrontano tematiche quali la violenza di genere, lo stupro, la misoginia diffusa, si sa già, in fondo, che quel libro potrà farti molto male, soprattutto quando noti che dagli anni settanta (quando Una è nata e affronta la sua adolescenza) ad oggi, certe cose non sono del tutto cambiate. Anzi.
Io sono Una, di Una - artista e scrittrice - è un racconto intimo, un libro liberatorio per la sua autrice, che tenta di elevare - attraverso l'arte - un grido a nome di tutte le donne che hanno subito e continuano a subire violenze di genere. Una, con questo suo lavoro, non ha un intento moralistico, ma attraverso le parole e le illustrazioni, apparentemente semplici ma potenti, cerca non solo di mostrare quel che succede quando le donne non sono veramente ascoltate da una società piena di tabù e credenze assurde, ma anche di spingersi tutti a farsi delle opportune domande. Uomini e Donne.
Si torna sempre dove si è stati bene.
Una frase scontata, forse, ma perfetta in questo caso.
Dopo aver letto e tanto amato “Il Porto Proibito”, ho deciso di tornare a Plymouth per approfondire la vita di alcuni personaggi, incontrarne altri che avevo solo salutato ed è stato bellissimo ritrovare, e conoscerne di nuovi. Eppure, anche chi non c'è più continua a manifestare la sua presenza nei ricordi di coloro che li hanno tanto amati, in una canzone suonata con un violino, o tra i versi di alcune poesie.
È passato del tempo dalla mia lettura dei due volumi de “Le ragazze del Pillar”, ma voglio lo stesso spendere qualche parola. E direi, finalmente!
Lo ammetto.
Mai avrei pensato di leggere un lavoro di Milo Manara.
Non che non mi piaccia il suo disegno, anzi, adoro il suo stile, ma allo stesso tempo non sono amante del genere erotico. Ma quando ho scoperto, per puro caso, questi due volumi su Caravaggio, uno degli artisti che più amo (insieme ad Artemisia), non ho saputo resistere. Li ho presi in biblioteca e sono rimasta incantata. Sì, va bene, la nudità e l'erotismo soprattutto nelle figure femminili ci sono sempre, ma io li ho trovati abbastanza in linea con la storia narrata. Più avanti vi spiegherò perché.
Qualche mese fa vi parlavo di un classico della letteratura italiana che ho molto amato e nelle cui pagine mi sono ritrovata: La luna e i falò, di Cesare Pavese.
Poco dopo, ho scoperto dell'esistenza di un bellissimo graphic novel che ripropone il romanzo, donando anche un omaggio a Pavese stesso, che si affaccia sulla scena tra una pagina e l'altra della storia .
Secondo me, Marco D’Aponte e Marino Magliani hanno rispettato perfettamente il romanzo, riuscendo a creare immagini vivide e colorate, che riflettono un po' tutti gli elementi narrati da Pavese: dalle verdi colline delle Langhe, ai falò e alla luna in cielo, ma anche immagini che si fanno rosse come il sangue, che riflettono la violenza insita nella trama. Ma anche il bianco e il nero per donare contrasto con gli ultimi momenti di vita dell'autore. Insomma, se avete amato il romanzo vi consiglio di recuperare anche questo adattamento!
Torniamo a parlare di fumetti e graphic novel, vi va?
Oggi voglio dedicare il mio articolo a una serie fantasy-steampunk tutta al femminile, che io sto amando davvero tanto! Non conosco il numero totale di volumi - visto che sono in corso d'opera - ma ormai che sono così entrata nella storia devo assolutamente sapere come andrà a finire. Anche perché quello che ti lascia sicuramente la lettura di ogni singolo libro è tanta, troppa, curiosità!
Di Monstress avevo già parlato (trovate i miei pareri del Vol.1, Vol. 2, Vol. 3, e Vol.4 semplicemente cliccando sui link!), ma a ottobre sono riuscita a recuperare anche il quinto! Ovviamente se non avete ancora letto nulla, non vi consiglio di continuare: pur stando attenta agli spoiler ogni volta, non so quanto capirete. Quello che so è che se amate i graphic novel ricchi di intrighi, sentimenti, mostri interiori, ma anche crescita, una gran presenza di personaggi femminili, e un mix di fantasy e steampunk ve lo consiglio.
Uno dei miei progetti di lettura, su cui spero di riuscire a soffermarmi in modo più intenso dal prossimo anno, è il recupero di libri a tema Stregoneria e Magia, sia dal punto di vista Storico che fantastico, associando ovviamente anche dei saggi a riguardo.
Qualche settimana fa ho divorato un graphic novel che fa riferimento ai fatti accaduti a Salem, nel 1692: le accuse di Stregoneria, che mandarono a morte soprattutto donne, con motivazioni assurde, dando adito a desideri di vendetta, fanatismo religioso o pura ignoranza.
Le figlie di Salem, di Thomas Gilbert - pubblicato in Italia da Diabolo Edizioni - è un'opera che ha scatenato in me differenti emozioni, come sempre accade quando affronto questa tematica: dalla rabbia, alla commozione, dai sorrisi, all'ammirazione per la forza e il coraggio delle donne, dall'indignazione a un senso di impotenza.
Qualche anno fa ho visto un film intitolato La Rosa Bianca - Sophie Scholl.
Se devo essere sincera mi ci sono soffermata inizialmente in maniera superficiale: la rosa bianca è il mio fiore preferito.
Eppure è stato un modo per scoprire una realtà storica che non conoscevo.
Al Salone del Libro, nello stand del Treno della Memoria (Comunità che dal 2005 accompagna ogni anno migliaia di studentesse e studenti da tutta Italia in un percorso educativo che culmina nella visita dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau), mi ha subito colpito questo fumetto. Eccola lì, Sophie, con in mano i volantini da distribuire per la sua città, e suo fratello Hans deluso da un Regime in cui, inizialmente, forse credeva.