Si potrebbe pensare che leggere troppo spesso romanzi sulle streghe sia noioso, nel senso che in fondo le storie e i temi sono tutti uguali, ma vi assicuro che non è così. Leggere questi libri permette di conoscere la Storia, ma soprattutto di ridare voce a quelle donne che hanno subito le torture più atroci, a cui è stata strappata la possibilità di parlare, a causa della superstizione, del marcio potere degli uomini, o semplicemente per trovare un capro espiatorio a cui addossare ogni genere di problema.
Romanzi come questo di cui vi parlo oggi permettono di approfondire ancor di più pagine di storia che forse non abbiamo studiato, ma che meritano attenzione.
Dopo aver letto e scritto delle Streghe di Pendle, torniamo in Inghilterra, questa volta a Manningtree, nell'Essex, per conoscere la sorte di Rebecca West e delle altre donne accusate, ingiustamente, di stregoneria. Qui, risalta, in particolare l'oscura figura dell'Inquisitore Generale, realmente esistito, Matthew Hopkins. Giovane e spietato.
Ringrazio Fazi Editore per avermi permesso di leggere una copia digitale de “Le Streghe di Manningtree” di A. K. Blakemore.
Cos'è l'Infanzia per voi?
Che ricordi avete di quei momenti?
Se penso alla me bambina mi viene spontaneo sorridere con tenerezza. Sì, diciamo che non sono poi tanto cambiata, per alcuni aspetti: ero tanto timida, molto solitaria, non amavo essere ripresa in video e foto, ma adoravo correre per la campagna, arrampicarmi sugli alberi, stare in mezzo ad animali (potrei raccontarvi la storia della mia amica Gallina, ma non mi pare questo il contesto giusto). Un'infanzia spensierata, in fin dei conti ho avuto dei bei momenti.
Ma sono consapevole che non per tutti possa essere stato un momento così felice, forse. Dipende dalla famiglia o dal luogo in cui nasci.
Ad esempio, per l'illustratore Jean-Jacques Sempé non è stata tutta rosa e fiori, anche se lui ha tentato di colorarla in qualche modo, trovando conforto nella radio, nel disegno e forse anche nell'immaginazione.
Non lo conoscevo, lo ammetto, ma ero molto curiosa di scoprire il suo lavoro. E devo ringraziare ancora una volta, Valentina della casa editrice 21Lettere per avermi permesso di immergermi nell'intervista contenuta in questo volume, e tra diverse illustrazioni di Sempé tutte riferite proprio al tema dell'Infanzia.
Tra le pagine del romanzo di cui voglio scrivere oggi, andiamo in Sicilia, una terra che ha sempre accolto nel corso dei secoli differenti culture, e dove le lingue hanno creato una particolare commistione. L’odore della zagara ci trasporta lì, tra il lavoro della terra, le difficoltà della vita, l’emigrazione a volte necessaria in altre desiderata verso la Merica, una terra vista come un sogno, ma che in realtà lascia addosso un senso di disillusione, e il triste avvento del Fascismo.
L’affare del Danso e altri cunti, di Raffaello Di Mauro, è un libro in cui la casa editrice 21lettere ha molto creduto, e che mi ha gentilmente invitato a leggere. Ha una struttura strana, perché mescola romanzo e racconti. I cunti, appunto. Racconti che vengono narrati intorno al tavolo di un bar, durante una partita a carte tra amici. Poche pagine che descrivono un evento, e che unite insieme, riescono a creare un romanzo corale, dispiegato con cura.
Non sapevo nulla di questa storia né dell'autore. Mi ha attratta con forza e non ho saputo resistere. E, be', è bello dare così ascolto alle voci dei libri, perché ho trovato delle pagine dense di amicizia, di famiglia, di magia, di ricordi e nostalgia. La vita di un ragazzo, appunto, che si ritrova a crescere facendo i conti con il bene e il male, con la perdita e il dolore, la vita e la morte, con la paura e la violenza, ma anche con il potere delle storie scritte, degli amici che restano, dell'amore di un padre e di una madre. Una storia che mi ha commosso, mi ha divertita, mi ha fatto provare anche un po' di nostalgia per la mia infanzia - anche se sono figlia degli anni '80/90 -.
La vita di un ragazzo di Robert McCammon è stato ripubblicato proprio questo mese da Fanucci Editore, casa editrice che ringrazio per la copia. E, personalmente, ve lo consiglio. A me ha ricordato anche un po' le storie di Stephen King, quindi, se amate il Re, potrete dare un'opportunità anche a questo scrittore.
Perdere la vista è qualcosa che scatena dentro di me una paura indescrivibile. Quando, anni fa, la mia miopia si è palesata, ho avvertito un forte senso di disagio, rabbia e un'intensa tristezza. Sì, a confronto con malattie gravi può essere un nulla, e alla fine ormai mi sono abituata a vedermi con gli occhiali, ma in quel momento è stato molto difficile accettarlo. Il pensiero di non vedere proprio più mi annienta. Non so se avrei il coraggio di affrontare qualcosa di simile. Ma perché queste parole? Perché è un po' quello che accade alla protagonista di uno degli ultimi lavori di Benjamin Lacombe, un artista francese il cui stile amo profondamente. Per me, avere in casa i suoi libri, è come essere proprietari di piccoli tesori d'arte, che spero un giorno di riuscire a collezionare quanto più possibile.
Mi piace associare al mio viaggio nelle opere di Shakespeare saggi che mi possano permettere di approfondire personaggi e temi. Negli ultimi mesi, in particolare, mi sono approcciata a due volumi che, seppur in maniera leggermente differente, parlano dell'Amore.
Amarsi con Shakespeare di Maurice Charney è un saggio di facile lettura, che appassiona e regala elementi nuovi, riflessioni importanti sulla natura dell'amore e l'aspetto sessuale, ma affronta anche i temi delle definizioni di genere e dei discorsi omoerotici. Charney ci guida così in un vero e proprio percorso nelle opere del Bardo inglese, che non può non colpire chi, come me, ama perdersi nella sua scrittura e nel suo genio.
È tardi, è tardi, sai?
In questi giorni sono diventata un mix di Bianconiglio che deve correre perché ha fretta e un bel Bradipo che si muove con estrema lentezza e zero voglia di fare. Non ho avuto momenti facili, ultimamente, e così mi sono fermata, concessa del tempo per riprendermi. Perché sono ormai consapevole che bisogna seguire quello che chiede il nostro corpo e anche la nostra mente. Solo che, guardando il calendario mi sono anche accorta di una cosa: tra una settimana - se tutto va bene - sarò in viaggio verso casa e quindi ho pochi giorni per recuperare tutti i libri di cui vorrei parlarvi! Perdindirindina (?)!
Ci provo, anche perché dal 20 al 30 il blog e i social - molto probabilmente - andranno in pausa. Quindi, quel che è fatto è fatto.
Sul sito di Let's Book pochi giorni fa è stata pubblicata la mia ultima recensione.
Ho avuto l'opportunità di leggere un libro che mi interessava moltissimo, in collaborazione con loro e la casa editrice Neri Pozza che ringrazio per la copia cartacea.
Conoscete le Comfort Women (Donne di Conforto)?
Sul mio blog ve ne ho parlato di già, avendo letto due libri sul tema. Oggi torno a condividere un altro consiglio per approfondire questa triste pagina di Storia.
Questo libro mi attraeva con forza e ho avuto la splendida opportunità di leggerlo grazie alla mia collaborazione con Let's Book. Sul loro sito trovate già da alcuni giorni la mia recensione ma, come sempre, ho voglia di condividere qualche pensiero anche qui.
Negli ultimi mesi sto cercando di scoprire un po' quella che è la cultura orientale, in modo particolare la letteratura giapponese. Tuttavia, ho voglia di estendere la mia curiosità e l'interesse verso altre culture. Ecco che entra in gioco un perfetto Gruppo di Lettura di tre ragazze su Instagram che di volta in volta ci proporranno un titolo - a rotazione - della Letteratura Giapponese, Cinese e Coreana, più alcuni bonus. La mia speranza è di riuscire a seguirle, per scoprire un po' questi mondi lontani ma densi di fascino.
Ho scoperto un po' tardi la Collana di classici illustrati pubblicata da Rizzoli, presentata e curata da Benjamin Lacombe, un artista che seguo su Instagram e che apprezzo moltissimo. Sono innamorata dei suoi lavori, della caratteristica che hanno in comune tutti - o quasi - i suoi personaggi: quegli occhi grandi, densi di dolcezza; ma sono anche incantata per quella minuziosità di particolari, quella vividezza dei colori, quei dettagli che rendono tutto quasi reale, o comunque molto emozionante.
Tuttavia, spero di riuscire a collezionarli tutti. Grazie a una collaborazione con la casa editrice menzionata, e in particolare a Claudia dell'ufficio stampa, ho potuto ricevere l'ultimo prezioso volume: Bambi, un gioiello della letteratura austriaca di Felix Salten.
A natale mi è stato poi regalato dal mio compagno anche Pelle d'Asino, che spero di riuscire a leggere presto! Vi invito, comunque a visionare gli altri splendidi volumi già pubblicati. Sono una meraviglia per gli occhi, e una bellissima collezione che può impreziosire le nostre librerie.