Quando ho visto questo libro, mi sono sentita subito attratta. È ormai chiaro che, accanto ai mondi di finzione, ho bisogno di avere uno sguardo costante sul presente. Perché ora che quel velo è stato sollevato, voglio continuare a conoscere la verità su molti contesti. Anche se turba e fa profondamente male.
Sospesa. Una vita nella trappola dell’Europa è un reportage di Mariangela Paone, una reporter specializzata in informazione internazionale. In queste pagine ha scelto di raccontare la storia di Rezwana Sekandari, una giovane donna afghana che ha perso tutta la sua famiglia nel terribile naufragio del 28 ottobre 2015 nei pressi dell'isola di Lesbo quando aveva solo tredici anni. Attraverso una serie di fili invisibili, persone che erano lì quel giorno o che hanno conosciuto e aiutato Rezwana, l'autrice non si limita a narrare la sua vita precedente e attuale e la terribile esperienza, ma invita anche a riflettere sul limbo emotivo di coloro che non possono neanche piangere sulla tomba dei familiari dispersi in mare; e sul limbo burocratico causato da assurde leggi sul diritto d'asilo in Europa.
Un libro importante, bellissimo e fondamentale, soprattutto oggi che il mondo sta scivolando sempre più in un baratro senza fine.