Titoli a tema Palestina: poesie e racconti

3 apr 2025

Libri

Continuano ad arrivare notizie terribili da quella terra e il mio cuore è a pezzi. Neanche di fronte a neonati decapitati (realmente, non una falsità) si fa qualcosa. Il mondo si sta spegnendo sempre di più nel suo silenzio. Anche perché a Occidente chi prova ad alzare la voce viene arrestato o cacciato. Io continuo in questa mia piccola missione: raccogliere tutti i titoli che ho trovato sul tema, nella speranza che in molti possano avvicinarsi alle loro voci, comprendere la vera Storia. Forse non si può fermare tutto, ma almeno non continueremo a chiudere gli occhi.

Oggi voglio proporvi due generi letterari: la poesia e il racconto. Io non me ne intendo molto di poesia, anche se sarei curiosa di approfondire un po' di più quella di Mahmud Darwish il poeta nazionale della Palestina, di cui ho letto i tre racconti Una trilogia Palestinese (non vi consiglio, però, di partire da questo testo come primo approccio al tema, prima bisognerebbe conoscere un po' la Storia per non perdersi nella narrazione). Tra i racconti mi piacerebbe molto leggere Foglie di Gelso. Racconti palestinesi di Aysar al-Saifi, Palestina 2048 di Basma Ghalayni, Le ferite ci raccontano di Ziad Khaddash e la raccolta di racconti di fantascienza Arabilioso. 


Poesie


  1. Rifqa, Mohamed El-Kurd [Fandango]
    La prima raccolta di Mohammed El-Kurd, poeta, scrittore e giornalista, si inserisce di diritto nella tradizione della poesia resistente palestinese. Ogni giorno sua nonna lo accoglieva sulla porta di casa. Il suo nome era Rifqa: un'icona della resilienza palestinese. Le poesie ripercorrono l'esilio di Rifqa da Haifa fino all'attuale espropriazione della sua famiglia a Sheikh Jarrah, quartiere di Gerusalemme Est. L'edizione italiana è arricchita da tre testi in prosa che raccontano la lotta degli abitanti di Sheikh Jarrah, scritti per The Nation e per The Guardian.

  2. Dal fiume al mare, Samer Abu Hawash [emuse]
    "Dal fiume al mare" si snoda attraverso una serie di considerazioni e pensieri del poeta sulla condizione umana a partire da quanto avviene nella Striscia di Gaza. Un genocidio cui assiste e assistiamo da lontano e che, nonostante l’immediatezza delle immagini, è spesso difficile da raccontare. Nel senso di vuoto che ne deriva, Abu Hawwash si interroga trovando nel testo poetico una possibilità, di fronte a questa perdita di senso. La sua poesia è un urlo, un mezzo di liberazione per lo spirito oppresso dal dolore e dall’impossibilità di incidere sul reale, una poesia di rivolta, non solamente contro uno stato di fatto intollerabile, ma anche contro i limiti della condizione umana. E, soprattutto, contro il rischio di dimenticare.

  3. Esausti in croce, Najwan Darwish [Hopefulmonster]
    È un tappeto di storie tessute sulla terra, in Palestina e oltre i confini dell’identità. "Esausti", una delle raccolte di poesia tra le più importanti di Najwan Darwish, va nella profondità della cronaca recente, e allo stesso tempo la inserisce, come il ricamo che è tipico della tradizione palestinese, su una storia ben più lunga.

  4. La saggezza del condannato a morte, Mahmud Darwish [emuse]
    La miscellanea è composta da ventotto poesie, nove per ciascuno dei tre nuclei tematici: dell’amore, dell’io e della patria, precedute dal carme E noi amiamo la vita, selezionate con estrema cura all’interno dell’intera attività poetica di Darwish. Sono stati inclusi testi di ogni fase del suo vissuto poetico, da quando ha iniziato a scrivere lettere sulla libertà e sull’amore dalla sua terra in Palestina, fino alle domande esistenziali poste dal suo dialogo con l’esilio. La sequenza di questi temi e delle poesie al loro interno è un tentativo di ritrarre un volto italiano basato sulla musicalità lirica che ha accompagnato l’anima di Darwish investendone il linguaggio, nel tentativo di restituire un frammento della sua anima.

  5. Pensa agli altri. Ediz. italiana e araba, Mahmoud Darwish [Lorusso editore]
    Una delle più significative poesie del poeta palestinese Mahmoud Darwish, in un'edizione rivolta ai più piccoli, con le illustrazioni di Sahar Abdallah. Età di lettura: da 8 anni.

  6. Vorrei che questa poesia non finisse mai, Mahmoud Darwish [emuse]
    L'ultima raccolta delle sue poesie, pubblicata postuma nel 2009. Nei versi contenuti in questa opera, il grande cantore della Palestina offre al lettore un'eredità preziosa, intrecciando le sue esperienze personali con i temi universali della vita e della morte e contemplando con lucidità l’avvicinarsi della fine. Il poeta accetta l'inevitabilità del destino, consapevole del giudizio finale che la natura stessa impone. Non si limita a descrivere la fine, ma cerca di comprenderla e superarla, attraverso un’esplorazione del reale che si spinge oltre la circonferenza della tragedia palestinese e riflette lo sviluppo della poetica di Darwish.

  7. Il pane di mia madre, Mahmoud Darwish [Lorusso editore]
    Una delle più acclamate poesie del poeta palestinese Mahmud Darwish accompagnata dalle evocative illustrazioni di Sahar Abdallah. Una genuina testimonianza d'amore di un figlio, un giovane poeta in carcere, una 'poesia della resistenza', del lirismo e della potenza simbolica di versi di denuncia delle angherie quotidiane subite dal popolo palestinese.

  8. Inni universali di pace dalla Palestina. Elogio dell'ombra alta, Mahmud Darwish [Editoriale Jouvence]
    Le poesie raccolte in questo volume ci parlano della vita raminga di Darwish a partire dall'età di sette anni, del suo impegno senza tregua per la propria terra attraverso lo scrivere e il comunicare. Ci raccontano anche del traduttore Saleh Zaghloul, suo connazionale, che ha selezionato le poesie contenute in questo volume per rimpastarle nella nostra lingua. Anche lui esiliato con i suoi genitori, all'età di sei anni, e approdato in Italia a diciotto, per poi affrontare gli studi e l'impegno sociale con il sindacato e i migranti.

  9. Non scusarti per quello che hai fatto, Mahmoud Darwish [Crocetti editore]
    È un’opera densa di meditazioni sulla vita e sulla fine, sui temi, da sempre centrali nella scrittura di Darwish, della memoria e dell’esilio, del tempo e dell’assenza, della perdita e dell’identità, dell’appartenenza e della nostalgia. I testi, colmi di profumi, di immagini, di oggetti quotidiani e azioni minime, di metafore e mistero, sono modulati su toni a volte più meditativi e tendenti alla prosa a volte spiccatamente lirici: vi si avverte chiaramente il ritmo da cui il poeta, “l’indeciso tra prosa e poesia” (In presenza d’assenza, 2006), si sente da sempre abitato.

  10. Il giocatore d'azzardo, di Mahmud Darwish [Mesogea]
    È il lungo poema che fa parte dell'ultimo libro scritto da Mahmud Darwish "poeta di Palestina" o "poeta e palestinese", come amava definirsi. Scritte nei due anni che precedono la sua morte, le poesie comprese in questa raccolta sono considerate a pieno titolo il coronamento dell'opera di Darwish. Di chiara ispirazione autobiografica, i versi ripercorrono la vita di un bambino nato da una famiglia modesta in Galilea e tutti i 'casi della storia' in cui è riuscito a sfuggire a morte sicura diventando un uomo che, giunto alla maturità, sente vicina la fine e l'affronta con lucidità.

  11. Versi in Galilea, Samih al-Qasim [Edizioni Q]
    Samih al-Qasim vive in prima persona il peso del processo di trasformazione del suo paese, la Palestina, in un altro, Israele, che tende a cancellare la cultura arabo-palestinese e sostituire gli abitanti autoctoni. La distruzione di una società, la fine di un mondo, la resistenza dei sopravvissuti, la fiducia e la speranza in un futuro di liberazione e fratellanza riecheggiano nei versi del poeta. Delle sue numerose raccolte poetiche vengono presentate in questo volume alcune composizioni esemplificative, tutte impregnate di ribellione verso ogni ingiustizia.

  12. Versi, Ibrahim Nasrallah [Edizioni Q]
    Le poesie contenute in quest’antologia sono tratte da raccolte diverse formate da serie monotematiche e vogliono essere esemplificative della sua vasta produzione. Rivisitati e rielaborati in chiave sperimentale, forme e temi sono ripensati per addentrarsi nelle profondità dei problemi contemporanei: la lotta anticoloniale – una condizione ancora attuale per i palestinesi – anzitutto.


[Piccola Nota sulle raccolte di Darwish: non conoscendo i testi, non so se le poesie siano diverse o si ripetano. Quindi, valutate bene voi, se desiderate prenderli]


Racconti


  1. Una trilogia palestinese, Mahmud Darwish [Feltrinelli]
    La prima raccolta dei tre testi in prosa del poeta Mahmud Darwish. "Diario di ordinaria tristezza" (1973) ripercorre il tempo che precede la scelta dell'esilio, gli arresti domiciliari, gli interrogatori degli ufficiali israeliani, il carcere, e chiude la fase più drasticamente militante del poeta. "Memoria per l'oblio" (1987) evoca l'invasione israeliana di Beirut nell'agosto del 1982. "In presenza d'assenza" (2006) è una riflessione sull'esperienza poetica e sulla lingua. Una sorta di testamento, che coincide con l'addio dello struggente poema "Il giocatore d'azzardo" (2009), che chiude questo volume. [Ve lo consiglio, ma prima, ripeto, leggete almeno un saggio sulla Storia palestinese].

  2. Foglie di Gelso. Racconti palestinesi, Aysar al-Saifi [Prospero Editore]
    Storie vere, tramandate all’interno del campo profughi di Dheisheh a Betlemme, uno dei più grandi della Palestina/Cisgiordania, di cui è originario l’autore. Una testimonianza che espone l’eterogeneità delle esperienze dei prigionieri, le diverse opinioni riguardo l’occupazione israeliana e il rapporto con il nemico-vicino e con la propria terra. Un libro che dà voce ai senza voce.

  3. Palestina 2048. Racconti a un secolo dalla Nakba, Basma Ghalayni [Lorusso Editore]
    Palestina 2048 pone una domanda a dodici scrittori e scrittrici palestinesi: come immagini il tuo paese a cento anni dalla Nakba, l'evento traumatico avvenuto nel 1948 che segnò la vita e il destino del popolo palestinese, con l'espulsione dalle proprie case e la sottrazione della terra da parte del nascente stato di Israele? Dopo un secolo di occupazione, oppressione, isolamento, perdita di diritti si raggiungerà la pace e la giustizia o le tecnologie future non faranno altro che amplificare le sofferenze dei palestinesi? Questi racconti, che vanno dal noir fantascientifico, alla distopia, alla commedia tecnologica, utilizzano le chiavi di lettura del futuro per interpretare la realtà della Palestina e dei palestinesi di oggi. Incontreremo sciami di droni, rivolte digitali, realtà virtuali che attraversano lo spazio e il tempo, trattati di pace lungo universi paralleli e anche un supereroe palestinese, in quella che è probabilmente la prima antologia di fantascienza palestinese mai realizzata.

  4. Palestinese! E altri racconti, Samira Azzam [Edizioni Q]
    I racconti qui presentati sono in rapporto con la storia recente della Palestina. La scrittrice palestinese assiste fin dalla prima infanzia negli anni Trenta del secolo scorso al processo di trasformazione del suo paese che ha portato alla sostituzione degli abitanti autoctoni palestinesi con una nuova popolazione, quella israeliana, che proprio in quegli anni cominciava ad affluire in Palestina. Dal ricordo dei momenti più drammatici di quella storia e dall’osservazione costante della condizione dei palestinesi nel passaggio da una vita 'normale' a quella di profughi, emergono i contenuti di questi racconti in cui i personaggi e le loro storie superano la sfera dell’appartenenza a un'area determinata, per rientrare nella più generale umanità dolente.

  5. Per non dimenticare. E altri racconti, Jamal Bannura [Edizioni Q]
    Le sei storie presentate nella raccolta compongono una sorta di paradigma di immagini e riferimenti, la cui valenza politica e simbolica è continuamente ridefinita e avvalorata dal lettore, chiamato a rintracciare nel racconto la chiave di lettura del ‘conflitto israelo-palestinese’ e di un presente incerto e drammatico. Le voci dei personaggi, uomini provati dalle imposizioni e dall’isolamento e donne che si rivelano eccellenti protagoniste di una resistenza che continua nel quotidiano, refrattaria a qualunque forma di concessione, compromesso e cedimento, prevalgono spesso sulla narrazione e contribuiscono al coinvolgimento del lettore, all’attualizzazione degli eventi ‘vissuti’ attraverso le storie raccontate, e a trarne ispirazione per non perdere la speranza in un mondo migliore.

  6. Racconti di Gerusalemme e dintorni, Mahmud Shukair [Edizioni Q]
    Sedici racconti brevi scelti dalle raccolte La foto di Shakira e Mia cugina Condoleezza. Sono i dettagli, le piccole annotazioni a parlare dell’atmosfera in cui si vive sotto assedio militare permanente. Storie di quartiere, microcosmo di una terra occupata, abitata da personaggi assurdi che vorrebbero oltrepassare il muro, uscire dall'assedio, evadere. L’assurdo delle situazioni è in rapporto allucinato con l’aspirazione alla normalità. Un espediente narrativo, l’evocazione di personaggi celebri, restituisce alle voci degli oppressi una risonanza minima, a compensazione di una vita difficile. Ma, sullo sfondo dei racconti, descritta senza enfasi, si staglia inesorabile l’occupazione militare israeliana.

  7. Una lanterna che non si spegne, Jamal Bannura [Edizioni Q]
    Riunisce sette storie, scritte e ambientate negli anni della prima Intifada, e mette in luce la continuità formale e tematica dei testi delle raccolte di Jamal Bannura, nel preannunciare o esaminare situazioni emblematiche di un risveglio che promette di superare la difficile congiuntura, venutasi a creare nel 1967, con la sconfitta dei paesi arabi nella guerra dei Sei Giorni. Nelle storie presentate, rivolte innanzitutto  a un destinatario interno, Bannura limita al massimo i riferimenti al contesto e privilegia i discorsi e i pensieri dei personaggi, l’accostamento e l’intreccio dei puni di vista, di modi diversi di vivere e combattere l’occupazione, ricondotti a unità dal sotterraneo o esplicito richiamo a incalzare la lentezza della storia, alla necessità del rifiuto e della speranza.

  8. Il mantello del mare e altri racconti, Nayruz Qarmut [Atmosphere Libri]
    Una raccolta di racconti dove ogni storia offre uno spaccato del panorama emotivo e culturale di una comunità sotto il fuoco incrociato della politica e della tradizione. La storia che dà il titolo alla raccolta, descrive il desiderio di libertà e romanticismo di una giovane ragazza mentre combatte contro le convenzioni familiari. Tema comune di questi racconti è il desiderio di auto-miglioramento e di educazione, unito alla frustrazione e al rimpianto per la mancanza di scelte. In quest'opera, Qarmut descrive con passione la vita quotidiana in una zona di guerra.

  9. Gaza writes back. Racconti di giovani autori e autrici da Gaza, Palestina, Refaat Alareer [Lorusso Editore]
    È una raccolta di ventitré racconti, tanti quanti i giorni dell'operazione Piombo Fuso dell'occupazione israeliana a Gaza, di quindici giovani palestinesi della striscia di Gaza. Una generazione tra i venti e i trent'anni che ha scoperto la scrittura e i social media, in particolare attraverso la lingua inglese, come strumento di resistenza per far arrivare la propria voce senza filtri né censure.

  10. Le ferite ci raccontano, Ziad Khaddash [emuse]
    Le ferite ci raccontano ci conduce nelle pieghe della vita quotidiana in Cisgiordania, offrendo un ritratto vivido della realtà palestinese attraverso la lente dell’immaginazione. Con una prosa limpida e diretta, che intreccia lirismo, umorismo nero ed espedienti meta-letterari, Ziad Khaddash esplora i paradossi e le contraddizioni del vivere sotto occupazione, scomponendo e ricomponendo la complessità di questa esperienza. Memorie d'infanzia si mescolano a frammenti biografici e finzione e diventano visioni rivelatrici che sfidano pregiudizi e convenzioni. Queste storie ci mostrano come, anche nei momenti di tensione e scontro, la vita continui a pulsare con desideri, gioie, delusioni e incombenze quotidiane, in cui è facile immedesimarsi. I suoi racconti sono un viaggio tra ferite che non cercano pietà ma che, con forza e onestà, rivelano il dolore e la bellezza celati, a volte, proprio nelle crepe più profonde.

  11. Arabilioso: antologia di futurismo arabo. Autori vari. [Future Fiction]
    Nove storie che appartengono a cinque autrici e quattro autori provenienti da Bahrain, Egitto, Iraq, Giordania, Libano, Palestina e Siria. Tra i temi ricorrenti delle storie ci sono gli effetti delle nuove tecnologie sulla società araba, profondamente radicata nella vita comunitaria e lontana dall’individualismo occidentale, come pure l’ansia per le devastazioni prodotte dall’emergenza climatica oppure la nostalgia per un passato che, seppure difficile e travagliato, è ancora in grado di assicurare radici culturali e identità ai personaggi. [Lo inserisco anche se ci sono solo due racconti palestinesi, ma mi sembra interessante!].


Come potete notare ci sono sicuramente molti racconti che danno voce alla vita quotidiana e ai sentimenti dei palestinesi, ma ci sono anche altre forme di narrativa, come ad esempio la fantascienza. Trovo interessante approcciarsi al tema anche da un punto di vista diverso. 
Conoscete altre poesie o racconti?
Vi leggo.






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