Titoli a tema Palestina: biografie, memoir e testimonianze

1 apr 2025

Libri

Romanzi, Saggi, e con questo terzo articolo a tema Palestina, vi propongo una serie di libri sulle biografie, i memoir e le testimonianze reali. Credo che sia fondamentale, infatti, ascoltare più nel profondo le voci di chi ha vissuto e continua a vivere sulla propria pelle le privazioni, le torture, l'orrore, ma anche l'amore, e sentimenti forse più positivi, nonostante la tragedia di tutti questi anni. Purtroppo in questo caso non ho avuto ancora modo di leggere nulla, quindi non posso darvi dei consigli più mirati. Ma se siete interessati, provate a segnarne alcuni e ponetevi in ascolto. È importante. Io sicuramente voglio farlo. Qualche titolo l'ho già segnato. Ammetto che sarei molto interessata a leggere soprattutto le testimonianze più attuali, come Diario da Gaza, Wi’am Qudaih, Hassan e il Genocidio. Gaza, un giornalista e i disegni che l'hanno salvato, Alhassan Selmi e Raffaele Oriani, e Le chiavi di casa. Un diario da Gaza, Sami Al-Ajrami, ma non solo.


Biografie, autobiografie, memoir, testimonianze


  1. Il racconto di un muro, Nasser Abu Srour [Feltrinelli]
    Un libro di storia, un’autobiografia, una testimonianza, una storia d’amore e un appello contro l’ingiustizia scritto in prosa fluida e poesia moderna. La prima parte del libro è dedicata alla storia dell’autore e a quella dei profughi palestinesi - partendo dalla Nakba del 1948 -, ai vari accordi finiti nel nulla, alla vita in prigione. La seconda parte invece è dedicata alla sua storia d’amore con Nanna, la sua avvocatessa, una storia impossibile ma molto sentita.

  2. Diario di un genocidio, Atef Abu Saif [Fuoriscena]
    Questo libro è la cronaca limpida e feroce di una guerra senza fine, raccontata in presa diretta, dal primo giorno. È la testimonianza di una lotta per la sopravvivenza, nel corso di un viaggio dal nord della Striscia di Gaza fino al confine con l’Egitto. L’autore di queste pagine attraversa la sua terra mentre l’assedio e i bombardamenti israeliani si fanno sempre più intensi. Con lui ci sono il figlio quindicenne, Yasser, e la suocera settantenne, malata, che si muove su una sedia a rotelle. 

  3. Sharon e mia suocera, Suad Amiry  [Feltrinelli]
    Una donna palestinese, colta, intelligente e spiritosa, tiene un "diario di guerra". Gli israeliani sparano ma, nella forzata reclusione fra le pareti domestiche, "spara" anche la madre del marito, una suocera proverbiale. Pubblicato in maggio in Israele, il libro è un documento che, in forza della sua freschezza, è schierato senza rinunciare al dialogo. Suad Amiry è un architetto palestinese, fondatrice e direttrice del Riwaq Center for Architectural Conservation a Ramallah. Ha scritto numerosi volumi su differenti aspetti dell'architettura palestinese.

  4. Se questa è vita: dalla Palestina in tempo di occupazione, Suad Amiry [Feltrinelli]
    L'architetta palestinese Suad Amiry ci regala una nuova puntata del suo diario di guerra e di vita quotidiana dai Territori occupati. Ci conduce da una stazione all'altra del calvario palestinese portandoci, con tono lieve e un lucido mix di commedia e tragedia, a scoprire i piccoli e grandi contrattempi del vivere nel devastato scenario mediorientale. Al centro del suo affresco narrativo c'è, ancora una volta, Umm Salim, l'ingombrante e svagata suocera ultranovantenne, che resiste alla brutalità dell'occupazione militare irrigidendosi su abitudini da tempi di pace, orari, buone maniere. [Forse esiste solo usato].

  5. Murad murad, Suad Amiry [Feltrinelli]
    Cambiare sesso. Suad Amiry sa benissimo che è questo l'unico modo per raccontare la paradossale condizione dei lavoratori palestinesi costretti a superare il confine con Israele per trovare lavoro. E così fa. Suad si traveste da uomo e raggiunge nottetempo un villaggio vicino a Ramallah da dove comincia il suo viaggio, lungo le strade costeggiate di olivi che conducono in Israele, insieme al fido Mohammad, a Murad - sfrontato, grezzo, tamarro, un ragazzo come tanti - e ai loro amici.

  6. Restiamo umani, Vittorio Arrigoni [Manifestolibri]
    I giorni della sanguinosa offensiva israeliana "Piombo fuso" contro la Striscia di Gaza, andata avanti dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, nel resoconto quotidiano di Arrigoni, spesso scritto in condizioni difficili, durante i bombardamenti, nei rari internet point dotati di un generatore autonomo di elettricità. Questa piccola ma densa pubblicazione raccoglie l'unica testimonianza quotidiana diretta dell'offensiva militare israeliana.

  7. Brucia anche l'umanità, Diario di un'infermiera a Gaza, Martina Marchiò [Infinito Edizioni]
    Nell’aprile del 2024 – dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 – l’autrice arriva con Medici Senza Frontiere a Gaza, una terra dilaniata dalla guerra da ormai sei mesi. Una storia vera e cruda che ha il sapore della lotta, della sopravvivenza e del coraggio di chi sceglie di essere in prima linea. Uno sguardo reale su uno spaccato di mondo tanto discusso e dibattuto, che prende vita grazie al racconto quotidiano e alle storie di chi, nonostante abbia perso tutto, continua a lottare. Un ascensore emozionale che conduce il lettore in mezzo al conflitto, smuovendo la sua coscienza, ricordandogli l’importanza di alzare la voce, perché qualche volta raccontare e sapere può salvare delle vite.

  8. Sempre nel posto sbagliato. Autobiografia, Edward W. Said [Feltrinelli]
    Lungo le pagine di questa autobiografia, dominata dalla figura "vittoriana" del padre e da quella dell'amatissima madre, Edward Said delinea il proprio ritratto - quello di un outsider: arabo, sì, ma cristiano; palestinese ma in possesso di un passaporto americano che, accanto a un nome britannico, riporta un cognome tipicamente arabo. La sua è la condizione dello straniero per antonomasia, l'esiliato che non riesce a sentirsi fino in fondo a casa in nessun luogo. Una posizione scomoda e dolorosa, ma che per Said diventa condizione privilegiata per svolgere fino in fondo, con onestà e rigore, quel costante sforzo di comprensione che è il compito più alto di un intellettuale.

  9. Alla ricerca di Fatima, Una storia palestinese, Ghada Karmi [Atmosphere Libri]
    Narra la vita di Ghada Karmi, medico palestinese che trascorre l’infanzia in un sobborgo benestante di Gerusalemme con due fratelli, i genitori, affidata alle cure della domestica Fatima. Quando la famiglia è costretta a fuggire in Inghilterra a causa delle crescenti violenze nei confronti della popolazione araba, Ghada deve imparare a convivere con la perdita progressiva e definitiva del paese in cui è nata, sostituito da Israele. Ghada si getta anima e corpo nell’impegno politico e inizia a lottare per far sentire la voce dimenticata degli esuli palestinesi.

  10. Il racconto di Suaad. Prigioniera palestinese, Suaad Genem [Edizioni Q]
    In questo libro Suaad Genem racconta quanto accade alla protagonista-testimone in uno dei tre periodi in cui è stata rinchiusa in un carcere israeliano. Di questo descrive l'ambiente, la solidarietà, i rapporti affettivi fra le detenute, il lavoro, lo sfruttamento, le tecniche usate per indurre i prigionieri a confessare fatti, opinioni, idee i cui contorni restano vaghi. È una 'memoria del carcere' che racconta le lotte delle prigioniere per difendere i loro diritti, i traumi che la prigionia lascia, i ricordi che riaffiorano nei momenti difficili, i volti dei familiari, di una persona lontana che diventa il 'fidanzato' di un'intera prigione.

  11. Dietro i fronti. Cronache di una psichiatra psicoterapeuta palestinese sotto occupazione, Samah Jabr [Sensibili alle foglie]
    Queste cronache, scelte tra i numerosi scritti della dottoressa Jabr, si snodano nel corso del tempo, dal 2003 al 2017. Psichiatra, scrittrice, pensatrice e testimone, l’Autrice condivide in questa raccolta la sua esperienza di terapeuta sotto occupazione, affermando che la psichiatria e la psicoterapia non possono guarire le persone oppresse senza contemplare nella propria etica professionale la giustizia e i diritti umani come degli elementi essenziali per la salute mentale e il benessere dei pazienti. Parlare per rompere il circolo vizioso della dominazione. [Testi di psicologia, dunque, che ho deciso di inserire comunque qui]

  12. Il tempo del genocidio, rendere testimonianza di un anno in Palestina, Samah Jabr [Sensibili alle foglie] 
    Dal 7 ottobre 2023 la locuzione “guerra Israele-Hamas” è stata utilizzata per manipolare la nostra percezione di uno sterminio sistematico dei palestinesi e in particolare di donne e bambini – la possibilità per il vivente di esistere nel futuro – senza precedenti nella storia recente. Lo sguardo professionale di Samah Jabr colloca le uccisioni di massa, gli sfollamenti, l’affamamento, la tortura e le umiliazioni contingenti, nel solco più ampio del trauma storico palestinese. Trauma decennale che, per poter essere affrontato, richiede una solidarietà concreta e attiva, capace di affermare sia il diritto alla resistenza nella Palestina illegalmente occupata, sia il rispetto dei diritti umani elementari, calpestati da decenni con la complicità dei Paesi occidentali. [Testi di psicologia, dunque, che ho deciso di inserire comunque qui]

  13. Sumud. Resistere all'oppressione, Samah Jabr [Sensibili alle foglie]
    Sono qui proposti alcuni testi scritti della dottoressa Samah Jabr tra il 2019 e il 2021 raccolti sotto il tema del sumud, un concetto che non significa solamente essere capaci di sopravvivere o di riprendere forza per gestire e adattarsi allo stress e alle avversità, ma implica anche mantenere un risoluto atteggiamento di sfida alla sopraffazione e all'oppressione. Le riflessioni dell'Autrice attraversano molti territori, dalla differenza di genere alla discriminazione razziale nella Palestina occupata, dal jihadismo salafita - qui assimilato al sionismo - alla resistenza contro l'occupazione. [Testi di psicologia, dunque, che ho deciso di inserire comunque qui]

  14. Memoria di un ragazzo di serie b, Odeh Amarneh 
    Questo romanzo è ispirato ad una storia vera, vissuta da un ragazzo palestinese ancora minorenne, che ha trascorso lunghi mesi in un carcere israeliano negli anni Novanta. È la storia di un giovane nato in quella terra tanto amata e al tempo stesso torturata e violentata da tutti. È la storia dello scrittore stesso.

  15. Le stelle di Gerico, Liana Badr [Edizioni Lavoro]
    Si tratta di un'autobiografia non convenzionale, suddivisa in capitoli aventi ciascuno il nome di un elemento naturale. Rivivono i ricordi dell'infanzia e della giovinezza della protagonista, tormentata dal desiderio e dall'impossibilità di tornare in Palestina. 

  16. Con il vento nei capelli. Una palestinese racconta Copertina flessibile, Salwa Salem [Giunti]
    Salwa Salem era una donna palestinese, nata in quella terra di aspri conflitti e costretta a lungo in esilio: poche parole per riassumere un complesso intreccio di fattori storici ed economici, di fedi politiche e religiose, di scelte contraddittorie fra tradizione ed emancipazione, fra desiderio di pace e necessità di lotta.

  17. Diario da Gaza, Wi’am Qudaih [Tamu]
    Wi’am Qudaih è una studentessa di diciannove anni della Striscia di Gaza. Il 7 ottobre la sua vita, come quella di ogni palestinese, viene stravolta; dopo i primi mesi di sfollamento inizia a riversare su quaderni comprati per collezione ciò che sente e osserva durante l’assedio israeliano. Scopriamo così i desideri, i ricordi e le paure dell’autrice prima della guerra, quando il voto di maturità, i giri in macchina e le uscite con le amiche avevano un senso ordinario e confortante. Leggere queste pagine è un'occasione di aprirsi a una testimonianza ravvicinata del genocidio del popolo palestinese. 

  18. Hassan e il Genocidio. Gaza, un giornalista e i disegni che l'hanno salvato, Alhassan Selmi e Raffaele Oriani [People]
    Alhassan Selmi è un giornalista, vive a Gaza e spesso scrive senza aver fatto colazione. Quello curato da Raffaele Oriani è il diario scritto e visivo dell'assedio di Gaza, realizzato assieme alla penna di Alhassan Selmi e i pastelli di Marcella Brancaforte. La loro corrispondenza ha permesso ad Hassan di avere un porto sicuro e una voce che bucasse il silenzio dei media mainstream. Hassan e Marcella sono la strana coppia della resistenza. Con i loro disegni e le loro parole, hanno allestito una mostra, "Be My Voice", e con questa girano l'Italia minore, le sale parrocchiali, i circoli civici, ovunque non sia arrivata la peste geopolitica che contestualizza, relativizza, normalizza, ottunde le menti e appesantisce il cuore. (Reportage)

  19. Le chiavi di casa. Un diario da Gaza, Sami Al-Ajrami [Mondadori]
    Collaboratore di diverse testate internazionali, la sua è stata l'unica voce a raccontare sulla stampa italiana il conflitto dall'interno della Striscia e in presa diretta. In una sorta di diario quotidiano pubblicato da «la Repubblica» ha mostrato la sofferenza, la paura e l'impotenza di chi la guerra non solo la racconta coraggiosamente per mestiere ma la vive sulla propria pelle, testimone e vittima allo stesso tempo. Cronaca di un'immensa tragedia, e preziosa fotografia di vita quotidiana nella Striscia di Gaza dilaniata dalle bombe, il suo racconto trova ora un nuovo spazio nelle pagine inedite di questo libro. (Reportage)

  20. Ho visto Ramallah, Murid Al-Barghuthi [Ilisso]
    L'autore racconta i ricordi della sua giovinezza a Ramallah, poi il giorno in cui ha dovuto abbandonare tutto, senza sapere che non sarebbe tornato. Come lui, c'è chi ha lasciato la pentola sul fuoco, chi un bambino che dormiva, le distese degli ulivi, i forni d'argilla. Ma adesso, sul ponte che lo ricongiunge alla sua Terra, le prime immagini della Palestina occupata scorrono davanti agli occhi di un uomo maturo, che finora, in paesi lontani, non ha mai avuto una collocazione precisa: rifugiato, turista, straniero. Questa è la vita della ghurba, la condizione di chi vive altrove e non si sente mai a casa, nello straordinario racconto di un esilio lontano dai comuni percorsi dell'odio.

  21. Che la mia fine sia un racconto: Sogniamo una Palestina libera, intanto la Palestina ha liberato noi, Giorgia Würth 
    In questo diario collettivo, voci diverse si intrecciano per raccontare la lotta per la sopravvivenza di un popolo e l'impatto profondo di questa resistenza sulle nostre coscienze. Sono testimonianze di sofferenza, ma anche di risveglio e liberazione, in cui la Palestina diventa una lente attraverso cui ripensare noi stessi. Un'opportunità per decolonizzare il nostro immaginario, combattere l’islamofobia e il razzismo, e sfidare la disumanizzazione. La causa palestinese non è solo un conflitto geopolitico, ma un simbolo universale di dignità e umanità per chi ha il coraggio di coglierlo. Affinché davvero non accada mai più.

  22. C'era una volta un paese. Una vita in Palestina, Sari Nusseibeh [Il Saggiatore]
    Discendente di una tra le più colte e illustri famiglie palestinesi, Sari Nusseibeh cresce per le strade di Gerusalemme, di cui beve avidamente lo spirito multiculturale e multireligioso. Diventa testimone e protagonista degli eventi più tragici della sua terra: l'occupazione da parte dei coloni israeliani, l'esilio forzato di migliaia di famiglie palestinesi, le guerre, la nascita dei fronti di liberazione armata, il fallimento degli accordi di pace, le intifade, l'ascesa del fanatismo religioso e il proliferare dei kamikaze, la costruzione del muro. Nel ripercorrere la sua vita, Nusseibeh lega indissolubilmente la saga della sua "eccezionale" famiglia al destino del suo popolo e del suo incompiuto paese, e incarna con la sua esistenza, pubblica e privata, mezzo secolo di storia palestinese.

  23. Palestine from my eyes, una blogger a Gaza, Shahd Abusalama [Lorusso Editore]
    Shahd Abusalama, giovane artista palestinese di Gaza, cura da tre anni il blog "Palestine from my eyes", in cui racconta la sua vita quotidiana, la storia della sua famiglia di rifugiati, di suo padre prigioniero, la paura e la resistenza sotto gli attacchi di Israele, le lotte dei prigionieri politici palestinesi. Una testimonianza diretta da una realtà, quella di Gaza sotto assedio, raccontata quasi sempre dall'esterno.

  24. Rompere il muro. Dieci anni di carovane solidali a Gaza, Gaza Freestyle [Prospero Editore]
    Era il 2014, iniziava tutto dopo la sanguinosa Operazione Margine Protettivo. Ma dove è caduta una bomba al fosforo, è nato uno skatepark. Dove un aereo militare ha lanciato un razzo è sorta una palestra di circensi. Dove sono state colpite 2,5 milioni di persone, oppresse da decenni di violenza e occupazione, è sorto un progetto in grado di oltrepassare un muro e abbattere la barriera del silenzio. La storia di Gaza Freestyle, a dieci anni dalla prima carovana.

  25. I pozzi di Betlemme. Una Palestina che non c'è più, Ibrahim G. Giabra [Editoriale Jouvence]
    Dalla profondità del pozzo emergono odori, suoni e colori, che si addensano, si compongono, si frantumano e ritornano ancora. Così prende vita il ricordo autobiografico dello scrittore che racconta di se stesso bambino e giovinetto, e insieme, dei luoghi, della gente in mezzo a cui è vissuto e cresciuto, povero ma vivo, intelligente e birichino, sullo sfondo di una Palestina che non c'è più, e in cui arabi ed ebrei vivevano insieme. 

  26. Il pallido dio delle colline. Sui sentieri della Palestina che scompare, Raja Shehadeh (EDT)
    Le sette camminate nel paesaggio della Palestina che Shehadeh racconta in questo libro si svolgono attraverso gli ultimi trent'anni di storia della regione; ognuna di esse racconta un diverso aspetto del paesaggio della cosiddetta Cisgiordania, e si svolge in un diverso momento della sua drammatica vicenda storica. Passo dopo passo, pagina dopo pagina, il racconto si colora di tinte drammatiche e si popola dei fantasmi sempre più reali dell'emigrazione, della guerra e della colonizzazione selvaggia; il terreno delle lunghe camminate si fa sempre più frammentato da fili spinati, posti di blocco e muri invalicabili, fino all'irrompere sulla scena dell'ombra minacciosa del fondamentalismo.

  27. Con i miei occhi. Una testimonianza della repressione di Israele contro i palestinesi (1967-1973), di Felicia Langer [Zambon editore]
    Espulsi dalle loro case e dalla loro terra nel 1948, i palestinesi vivono da allora in condizioni subumane nei campi-profughi dei Paesi arabi confinanti con Israele. Dopo la guerra dei Sei Giorni del giugno 1967, i palestinesi della Cisgiordania e della regione di Gaza si sono trovati sotto l'occupazione israeliana. Imprigionati, torturati, limitati nei loro movimenti, hanno subito la confisca delle loro proprietà e patito numerose altre forme di oppressione e discriminazione. Questo libro è la testimonianza diretta di questa spietata repressione che le autorità israeliane praticano ormai da 70 anni, con l'ausilio di una legislazione definita "peggiore di quelle del regime razzista in Sudafrica" — nell'espressione dell'arcivescovo anglicano Desmond Tutu.

  28. Diari dell'occupazione, di Raja Shehadeh [Castelvecchi]
    I diari di Raja Shehadeh, scrittore, avvocato e fondatore dell'associazione per la difesa dei diritti umani al-Haq, raccontano la vita quotidiana nei territori di Gaza e Cisgiordania dal 2009 al 2011. Sono gli anni in cui le condizioni di vita nelle aree occupate peggiorano drasticamente con l'inasprirsi del controllo israeliano, mentre l'Autorità nazionale palestinese lotta per ottenere riconoscimento come membro osservatore all'Onu e la Primavera araba inizia a scuotere gli equilibri del Medio Oriente. Con gli occhi aperti sulla realtà che lo circonda, l'autore passeggia per le strade di Ramallah, cura il proprio giardino, raccoglie le storie dei vicini, lotta ogni giorno con la sua frustrazione, costretto a confrontare le speranze pacifiste del padre, assassinato nel 1985, con l'assenza di ogni credibile prospettiva di cambiamento. 


Ho cercato di inserire testimonianze raccolte anche da alcuni giornalisti e artisti italiani. E ci sono anche testi di natura psicologica che ho scelto di porre qui, anziché tra i saggi.
Spero, come sempre, che tutto ciò possa essere utile. Se avete altri testi da consigliare, vi aspetto nei commenti!
Il prossimo articolo sarà dedicato ai racconti e alla poesia.





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