Pagine di Diario: Marzo, tra sole e nuvole

2 apr 2025

Riflessioni

Devo dire che gli ultimi due mesi sono stati più riflessivi che altro. 
Anche Marzo, infatti, non è stato pieno di eventi - anzi -, ma sicuramente la mia mente è stata affollata di pensieri. Sono rimasti quelli di febbraio, ma se ne sono aggiunti altri davanti alle notizie dal Mondo. Una realtà sempre più spregevole, che fa sempre più paura. Io non lo so come molti di voi riescano a vivere tranquillamente nella propria bolla, a ridere, a pensare a tante stronzate, mentre intorno a noi si vive un inferno. E no, non parlo solo della Palestina, ma in ogni parte del mondo c'è qualcosa di molto grave che sta accadendo. Anche nel (non così) democratico occidente ci stanno togliendo la libertà di parlare, di esprimere il proprio pensiero, di combattere per i diritti umani, per le vite umane. Forse finché non ci tocca personalmente non ce ne rendiamo conto, ma quando lo capiremo, secondo me sarà troppo tardi.

Sì, ho paura. Ma allo stesso tempo non riesco a non rivolgere il mio pensiero soprattutto a una terra che, anche se non ho mai visto, ho imparato ad amare: la Palestina. In questo mese in cui hanno ripreso i feroci attacchi sulla popolazione innocente sono stata molto male, ma ho scelto anche di agire - se così si può dire - facendo qualcosa nel mio piccolo. Ho buttato giù una serie di liste di libri a tema e le sto diffondendo tra blog e social. Romanzi, Saggi, Biografie e Testimonianze, per ora, ma arriveranno anche Racconti e Poesie, Graphic novel e libri per ragazzi e bambini, e qualche azione pratica da fare per aiutare. Lo so che è molto poco, ma ho sempre pensato che condividere la conoscenza possa contribuire ad aprire gli occhi. A me, leggere ha aiutato molto per comprendere molte pagine di storia, spesso dimenticate. Purtroppo ancora ho letto poco e non posso dare consigli mirati, ma magari, è un modo per scovare uno o più titoli che possano essere più in linea con i propri gusti. Sia un romanzo, sia un saggio, ma anche una grahic novel o una poesia, possono aiutarci davvero a comprendere la realtà, allontanandoci dalla narrazione distorta che ci danno i nostri media corrotti.

E poi per quel poco che ho parlato con alcuni palestinesi, loro non vogliono essere dimenticati. Vogliono un modo per diffondere le loro voci, e se non possiamo aiutare con l'invio di soldi - perché, siamo sinceri, non tutti purtroppo possono permettersi di mandare grandi somme di denaro -, dobbiamo almeno condividere le loro voci. Non dimenticare i loro volti. Perché non sono numeri, sono persone con i loro sogni, le loro aspirazioni, le loro passioni... donne, uomini, anziani e bambini che vorrebbero solo vivere nella loro terra, in pace. Ma non possono farlo da quasi 80 anni. E credetemi, a loro basta anche una parola. Sapere che c'è qualcuno che li pensa, che lotta in qualche modo per loro, dà loro molta forza. Che incredibile coraggio che hanno...

Pensateci.

Libri

Parlando di letture, ne ho concluse sei. Tutte molto interessanti e come sempre diverse. 


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

  • Sospesa: una vita nella trappola dell'Europa, di Mariangela Paone e Rezwana Sekandari
    La lettura più bella e intensa del mese. Un reportage sulla storia di Rezwana Sekandari, una giovane donna afghana che ha perso tutta la sua famiglia nel terribile naufragio del 28 ottobre 2015 nei pressi dell'isola di Lesbo quando aveva solo tredici anni. Attraverso una serie di fili invisibili, persone che erano lì quel giorno o che hanno conosciuto e aiutato Rezwana, l'autrice non si limita a narrare la sua vita precedente e attuale e la terribile esperienza, ma invita anche a riflettere sul limbo emotivo di coloro che non possono neanche piangere sulla tomba dei familiari dispersi in mare; e sul limbo burocratico causato da assurde leggi sul diritto d'asilo in Europa. Importante, prezioso, fondamentale. Trovate già i miei pensieri.

  • Country Zombie Apocalypse 3, di L. Filippo Santaniello
    Il terzo capitolo di questa serie incentrata sui ritornanti. Mi è piaciuto meno degli altri, perché forse l'ho trovato molto di transizione, con zero risposte e tante altre domande, ma resta comunque molto interessante il modo in cui l'autore unisce il sarcasmo a temi molto più importanti come, in questo caso, la difficoltà nel vivere distanti dalla propria famiglia, soprattutto in un periodo difficile come quello della pandemia. C'è un nuovo personaggio, ma ovviamente non mancano Al, Ivo e i nonni, pronti a tentare di risolvere il mistero di questo terribile virus. Ce la faranno? Ho scritto proprio di recente la mia recensione.

  • Santo Cielo, di Éric Chevillard
    Sono tornata alla sua penna, e devo ammettere che mi ha molto divertito. I suoi racconti sono molto originali; anche nel trattare il tema di cosa possa esserci dopo la morte, infatti, lo fa in maniera del tutto nuova. Protagonista è Albert Moindre che muore urtato fatalmente da un furgoncino per la consegna di Olive e Datteri. Una volta nell'aldilà inizierà a interrogarsi non solo sulla sua vita, ma anche su cosa ci sia davvero dopo la morte. Dovrà attraversare una serie di uffici, dove troverà forse qualche risposta o forse no. Albert è diventato pura voce, e a me è parso molto simile a una possibile opera teatrale. Comunque ne ho scritto più approfonditamente su un articolo.

  • Una trilogia palestinese, di Mahmud Darwish
    Questo libro l'ho portato avanti per alcuni mesi. Non che non mi piacesse, ma è una di quelle letture che merita sicuramente più tempo. Si tratta di una raccolta di tre testi in prosa del Poeta dei Palestinesi. Lui ha assistito alla Nakba, è stato cacciato dalla sua terra, dove è poi riuscito a tornare, sentendosi però in un certo senso sempre alieno. Ha vissuto anche in Libano, vivendo di persona l'invasione israeliana del 1982. È stato arrestato più volte, ma non ha mai smesso di elevare la sua voce, grazie anche alle sue poesie. È stato anche lui a scrivere il testo della Dichiarazione d'Indipendenza (dello Stato) Palestinese nel 1988. Insomma, una figura di estrema importanza per la storia Palestinese. Sono testi che alternano ricordi e riflessioni, in cui si avverte la sua penna poetica, e anche il dolore. Secondo me, però, non è un volume da cui partire per conoscere la storia della Palestina, perché devi già avere una conoscenza almeno di base, altrimenti potrebbe risultare un po' complicato comprendere tutti i vari riferimenti. Ma da leggere.
    Ne devo ancora scrivere, spero di trovare le parole giuste.

  • I principi dello stagno Finn, di Lars Elling
    La prima pubblicazione norvegese per una delle mie case editrici del cuore: 21Lettere.
    Una storia famigliare che alterna due generazioni: le vicende di Filip, un giovane ragazzo degli anni 80 del Novecento, che trascorre le sue giornate tra il desiderio di vedere qualcosa oltre quello che sa così da imprimerlo sulla carta bianca con l'arte del disegno e i momenti con il nonno ormai arrivato al suo tramonto.
    Ma ci immergiamo anche nella torrida estate alla vigilia del primo conflitto mondiale, dove due bambini, due fratelli, sono costretti a vivere da soli nelle foreste della Norvegia, tra laghi e stagni, affrontando gli aspetti meravigliosi della natura, ma anche quelli più cruenti.
    È un racconto che ci porta anche a comprendere il motivo per cui i due fratelli si sono così allontanati, non si parlano più, e che affonda le radici in un tragico evento sepolto nelle profondità di uno stagno.
    Una storia che mi è piaciuta davvero molto. Ne ho scritto già!

  • Muschio bianco, di Anna Nerkagi
    Ultima lettura del mese che ho praticamente concluso oggi, e che mi ha davvero sorpreso. Ho adorato la sua penna e sono felice di essermi immersa in una storia del tutto nuova per me: in un accampamento della popolazione dei nenec, nella tundra russa. Qui troviamo un padre rimasto solo dopo aver perso sua moglie e con una figlia ormai lontana, che ha scelto di vivere in città. E un uomo innamorato proprio di questa ragazza. Costretto dalla madre a sposare un'altra donna, non smette però di pensare a lei, e s'interroga sul suo futuro. Mi ha affascinato soprattutto la storia di questa comunità che vive lontana dal mondo e fonda la sua esistenza sulla solidarietà tra vicini. Tra qualche giorno cerco di buttare giù qualche pensiero più approfondito, ma lo consiglio già! (Ora devo recuperare anche l'altro suo titolo, Aniko).


Serie tv


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Complice il tempo cattivo del weekend, non siamo usciti molto, quindi non ci sono mostre da raccontare. Ma ho iniziato a vedere l'ottava stagione di Che Dio ci aiuti. Lo ammetto, a me piace molto questa serie, forse anche perché resta il bel ricordo di quando lo guardavo insieme a mia madre quando vivevo ancora insieme ai miei. Ma poi nella sua semplicità tocca temi importanti e mi diverte. Diciamo che per staccare un po' la testa dall'orrore del mondo, a volte ho bisogno di perdermi in serie simili, che mi aiutino a ridere, ma anche a emozionarmi un po'. Forse non è nulla di speciale, ma mi è sempre piaciuta molto (oddio, l'anno in cui c'era il personaggio di Ginevra, insomma. O meglio, non sopportavo quella ragazza - un po' per la caratterizzazione in sé, un po' anche per la recitazione dell'attrice che a me non piaceva proprio).


Note di bellezza

  • Il Libro Ritrovato: come sempre, o quasi, abbiamo iniziato il mese con un bel giretto nel nostro mercatino preferito. Siamo stati bravi però, siamo tornati a casa con solo due libri.
  • Lo stesso giorno c'era anche CioccolaTò, e chi siamo noi per non fare un salto in mezzo alla bontà? È stata anche l'occasione per provare finalmente la Nuvola, un particolare pandoro della Pasticceria Ghigo a Torino. Ma, purtroppo ne sono rimasta delusa. Non mi ha fatto impazzire. Almeno ho saziato la mia curiosità.
  • Approfittando delle belle giornate, sono andata a passeggiare un po' nella natura. La mia speranza era quella di farlo ogni giorno, o comunque essere più costante, anche per risolvere qualche problema fisico, ma ho fallito miseramente. Però ho ripreso anche a far un po' di ginnastica in casa. Con molta difficoltà, ma qui o mi impegno a far qualcosa o mi vedrò sempre orribile e il mio corpo cade a pezzi... quindi... 
    Comunque stare in mezzo alla natura è sempre un sollievo per l'anima, poi ho visto dei coniglietti, le oche, i cavalli! La bellezza.
  • Quello che forse mi ha scaldato di più il cuore questo mese sono le belle parole che ho ricevuto da parte di diverse persone. Dagli autori di libri per cui ho scritto una recensione, a una persona dell'editoria con la quale ormai si è instaurato un bel rapporto e che mi ha dedicato parole inaspettate ma bellissime. In un momento in cui mi sento messa da parte da molti editori ed uffici stampa, lei mi ha davvero risollevato il morale. Grazie sempre per la fiducia e aver visto qualcosa di molto più importante dei semplici numeri! E poi ci sono alcune ragazze del mondo del 'bookstagram', che mi hanno regalato dei bellissimi pensieri, per quello che faccio e condivido. Per il segno importante che forse sto lasciando. È anche per loro che ancora non mollo tutto, ma vado avanti nonostante tutto. Grazie sempre, di cuore.
  • Tra gli eventi siamo andati a un incontro nella Libreria Chat Noir di Torino, con Gianmaria Finardi e Giulia Mondini, editori di Prehistorica, una realtà editoriale che abbiamo scoperto proprio al suo esordio al Salone del Libro e che noi amiamo molto. È stato come sempre interessante ascoltare la passione e la competenza di Gianmaria nel raccontare i libri pubblicati. Ovviamente uno lo abbiamo portato a casa con noi! 
  • E, quindi, l'ultima nota di bellezza non possono non essere proprio i nuovi 'amici di carta' che sono entrati nelle nostre librerie (ormai strapiene). Al mercatino Ale ha trovato la prima edizione di Rabbia, di Chuck Palahniuk, mentre io I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante. Poi alla libreria Chat noir, abbiamo recuperato La Strega, di Marie NDiaye, e, infine, ad Albenga abbiamo preso Orbital, di Samantha Harvey.


Questo mese tornerò a casa, nelle Marche, quindi molto probabilmente il blog andrà un po' in pausa e non so quante letture riuscirò effettivamente a fare... vedremo!

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