Titoli a tema Palestina: romanzi

24 mar 2025

Libri

Lo scorso anno, a ottobre, ho creato un post sul mio instagram dove condividevo una lista di libri a tema Palestina. Non era esaustiva, perché non avevo fatto delle ricerche minuziose e poi, nel corso dei mesi, sono usciti tanti altri titoli davvero interessanti. Però era arrivato a molte persone. Credo nell'importanza dei libri, per aprire gli occhi, per comprendere. L'ho sempre fatto per altre tristi pagine di storia e lo sto facendo ora su questo tema. Mi si stringe il cuore al pensiero che ora, mentre io batto al pc queste parole, lì in quella terra continuino a lanciare bombe. Ho avuto modo anche di parlare con qualche ragazza e ogni giorno controllo se hanno condiviso qualcosa, perché temo sempre per la loro sorte. Vorrei poter fare di più. Vorrei avere il potere di far finire questo genocidio. Mi sento inutile, impotente.

E allora mi affido a quegli amici di carta nei quali ho sempre trovato conforto. Tra le pagine io ho sempre aperto la mente, riempito i vuoti, provato emozioni. Da oggi vi propongo quindi una serie di articoli dove racchiudo tutti i titoli che ho trovato a tema Palestina, suddividendoli in varie sezioni: romanzi, saggi vari, biografie - memoir - testimonianze, racconti e poesie, graphic novel e libri per bambini e ragazzi. Devo ringraziare alcune persone che tra instagram e facebook mi hanno aiutata a conoscere qualcosa di nuovo, non vi cito, solo perché ho paura di dimenticare qualcuno; anche se la maggior parte dei titoli sono frutto della mia ricerca. 

Spero che tutto ciò possa essere utile. Spero che possiate trovate almeno un titolo o più che possa fare per voi.
Non dimentichiamoli. Diamo loro voce. Diamo loro ascolto.

Narrativa - Romanzi


  1. Ogni mattina a Jenin, di Susan Abulhawa [Feltrinelli]
    La storia è narrata soprattutto dal punto di vista di Amal, ultima figlia di Hassan e Dalia, e attraverso il suo sguardo e le vicende che la coinvolgeranno vedremo scorrere non solo la vita di una famiglia, ma anche la storia della Palestina dagli anni '40 del Novecento fino al 2002. 

  2. Nel blu tra il cielo e il mare, di Susan Abulhawa [Feltrinelli]
    Il romanzo si apre con la voce narrante di Khaled, bambino di dieci anni la cui morte è vicina. Prima di entrare definitivamente nel blu, lo spazio-tempo degli spiriti, racconta la sua storia e quella delle donne della sua famiglia. Una storia che ha inizio settant'anni prima, a Beit Daras, sulla via che dalla Palestina conduce verso Il Cairo.

  3. Contro un mondo senza amore, di Susan Abulhawa [Feltrinelli]
    Nahr è rinchiusa nel Cubo: tre metri quadrati di cemento armato levigato, privata di ogni riferimento di tempo, con i suoi sistemi di alternanza luce e buio che nulla hanno a che vedere con il giorno e la notte. Vanno a trovarla dei giornalisti, ma vanno via a mani vuote, perché Nahr non condividerà la sua storia con loro. Il mondo lì fuori chiama Nahr una terrorista e una puttana; alcuni forse la chiamerebbero una rivoluzionaria o un esempio. Il toccante ritratto di una donna coraggiosa che si rifiuta di essere una vittima.

  4. Come il vento tra i mandorli, di Michelle Cohen Corasanti [Feltrinelli]
    Palestina, metà degli anni cinquanta. Mentre il conflitto arabo-israeliano infiamma, Ichmad, dodici anni, un talento non comune per la matematica e un'ammirazione sconfinata per Albert Einstein, scopre per la prima volta cosa siano la violenza e la paura. La sua famiglia viene costretta dall'esercito israeliano a trasferirsi in un misero fazzoletto di terra rallegrato soltanto da una pianta di mandorlo, unica fonte di sostentamento e ristoro.

  5. Una maschera color del cielo, di Bassem Khandaqji [Edizioni e/o]
    Bassem Khandaqji è un autore palestinese nato nel 1983. Fu arrestato nel 2004, quando aveva 21 anni, e attualmente è ancora in prigione. Ha pubblicato raccolte di poesie, romanzi e articoli giornalistici.
    Il protagonista Nur è un giovane rifugiato palestinese che vive nel campo profughi vicino a Ramallah, in Cisgiordania e per il suo aspetto (occhi e capelli chiari) viene spesso scambiato per un ebreo ashkenazita. Un giorno Nur trova nella tasca interna di un cappotto che ha comprato nel mercatino dell’usato di Giaffa una carta d’identità di un cittadino israeliano e la falsifica, spacciandosi per israeliano. Un dialogo interno, intenso e spesso doloroso, tra le sue due identità in conflitto: Nur (il palestinese) e Ur (l’israeliano). 

  6. Un dettaglio minore, di Adania Shibli [La Nave di Teseo]
    Questa storia inizia durante l'estate del 1949, un anno dopo la guerra che i palestinesi chiamano Nakba, la catastrofe – che ebbe come conseguenza l'esodo e all'espulsione di oltre 700.000 persone – e che gli israeliani celebrano come la Guerra d'indipendenza. Alcuni soldati israeliani attaccano un gruppo di beduini nel deserto del Negev, uccidendo tutti tranne un'adolescente. La ragazza viene catturata, stuprata, uccisa e sepolta nella sabbia. Molti anni dopo, ai giorni nostri, una donna di Ramallah prova a decifrare alcuni dettagli che aleggiano attorno a quell'omicidio.

  7. Sensi, di Adania Shibli [La Nave di Teseo]
    La protagonista di questo romanzo è una ragazzina senza nome che vive in un villaggio, anch’esso senza nome, in Palestina. Ultima di nove sorelle, la protagonista deve fare i conti non solo con le scoperte, le speranze e le vicissitudini di una giovane donna, ma anche con eventi e tragedie a cui nessuno dovrebbe assistere. Le esperienze quotidiane di questa ragazza, che cerca di concentrarsi sulle piccole cose per non farsi sopraffare dalla realtà che la circonda, assumono una portata ben più ampia, risuonando fino a diventare pesanti come macigni, in quella che è a tutti gli effetti una tragedia che riguarda ognuno di noi. 

  8. Il libro della scomparsa, di Azem Ibtisam [Hopefulmonster]
    Il mistero avvolge un fatto senza precedenti: verso la mezzanotte di una notte qualsiasi, tutti i palestinesi improvvisamente scompaiono, volatilizzati. Non si sa che fine abbiano fatto autisti, braccianti, medici e infermieri, giovani e vecchi. Cosa potrebbe accadere agli israeliani se i palestinesi non fossero più, allo stesso tempo, il nemico, il capro espiatorio, l'alibi? Cosa succede quando, nella propria vita, scompare il nemico?
    Libro incluso nella longlist dell'International Booker Prize 2025.

  9. Ritorno ad Haifa | Umm Saad, due storie palestinesi, di Ghassan Kanafani [Edizioni Lavoro]
    "Ritorno a Haifa" ci parla, per la prima volta, di due diaspore: quella palestinese e quella ebraica, accomunate da un unico destino. Said torna con la moglie nella sua città per rivedere la vecchia casa, ora abitata da una famiglia di ebrei polacchi scampati ad Auschwitz. Lo scrittore ci accompagna in un viaggio che scava nella memoria, dove riaffiorano il disagio e la tristezza di una duplice tragedia resa con grande umanità e forza emotiva. Nel secondo romanzo l'autore rievoca l'indimenticabile "Umm Saad", la madre di Saad, che diventa figura mitica e simbolo stesso della questione palestinese. 

  10. Uomini sotto il sole, di Ghassan Kanafani [Edizioni Lavoro]
    È forse una delle più belle e tristi storie dell'emigrazione. E la storia della diaspora palestinese vista, vissuta, sofferta e raccontata da tre protagonisti che cercano di fuggire dai campi profughi della Cisgiordania, allestiti all'indomani della perdita della Palestina nel 1948, per arrivare in Kuwait, meta, allora, di tanti disperati in cerca di fortuna. 

  11. Tutto ciò che vi resta, di Ghassan Kanafani [Cicorivolta]
    Narra la storia di un fratello e una sorella, Hamid e Maryam, e del loro forte legame compromesso dagli eventi che li porteranno a percorrere cammini separati ma sempre paralleli.

  12. Una terra per restare, di Jad Hilal [Astarte]
    Naima, Ema, Dara e Lila sono i volti di quattro generazioni di donne della stessa famiglia, le cui vicende si intrecciano attraverso un secolo di storia del Medio Oriente. Diverse, ma ugualmente tenaci nel difendere la vita dall’oppressione maschile, dalla sofferenza dell’esilio e dalla violenza della guerra.

  13. L'attentato/L'attentatrice, di Yasmina Khadra [Sellerio/Mondadori]
    Il dottor Amin Jaafari è un chirurgo israeliano di origine araba, una figura di confine in bilico tra due mondi. Si è sempre rifiutato di prendere posizione sul conflitto che oppone il suo popolo d’origine e quello d’adozione e ha scelto di dedicarsi al lavoro e al piacere di vivere accanto all’adorata moglie Sihem. Fino al giorno in cui in un ristorante affollato nel centro di Tel Aviv una donna fa esplodere la bomba che teneva nascosta sotto il vestito. È cosa accade quando scopre che l'attentatrice è sua moglie?

  14. La porta del sole, di Elias Khuri [Feltrinelli]
    1995, campo profughi di Shatìla, Libano. All’ospedale Galilea viene portato, in coma, un anziano combattente per la liberazione della Palestina che in gioventù aveva fatto da padre putativo al medico-infermiere che ora lo assiste, il dottor Khalìl. Rifiutandosi di lasciarlo morire, Khalìl decide di curarlo con la terapia della parola e si lancia in un lungo racconto che, coprendo un arco temporale di oltre cinquant’anni, ripercorre la vita dei due uomini ora chiusi nella stanza d’ospedale.

  15. Sabun, di Alae al Said [Zambon Editore]
    Gli eventi raccontati si svolgono nella città di Nablus, dal 1987 quando scoppia la prima Intifada fino al 2014. La scrittrice italo-palestinese ci porta nella quotidianità del popolo palestinese oppresso dall'occupazione israeliana. E ci accompagna alla comprensione storica e politica della tragedia di un intero popolo che non intravede ancora una soluzione. (Controllare all'usato, perché negli store on-line non sembra disponibile).

  16. Il ragazzo con la kefiah arancione, di Alae al Said [Ponte alle Grazie]
    Al Khalil, Cisgiordania, anni Novanta. Loai Qasrawi parla con un giornalista americano venuto per ascoltare la storia della sua fabbrica di kefiah, quando una domanda imprevista fa riemergere il ricordo di una kefiah arancione. Una storia di amicizia, tradimento, resistenza, perdono, in una terra martoriata: le vicende private dei protagonisti si intrecciano alle vicende di un popolo che nella capacità di resistere ha mostrato la sua forza, rivendicando tenacemente il diritto alla propria terra.

  17. Golda ha dormito qui, di Suad Amiry [Feltrinelli]
    Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all'improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l'anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera? Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l'uno con tutto, l'altro con niente. Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti.

  18. Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea, di Suad Amiry [Mondadori]
    Palestina, 1947, Giaffa. Subhi è un ragazzo che sogna di diventare il Miglior Meccanico della città. È in effetti un talento e quando riesce a riparare una pompa d'irrigazione, il ricco uomo d'affari che lo ha messo alla prova gli fa confezionare, in segno di riconoscenza, un abito inglese in lana di Manchester. Subhi è al settimo cielo e con quell'abito acquista una nuova consapevolezza di sé e della città in cui si muove, ma soprattutto immagina di indossarlo per fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni, la giovanissima e bellissima Shams. Peccato che non siano tempi facili, tanto più per le storie d'amore: gli inglesi, che da oltre vent'anni amministravano la Palestina, dichiarano concluso il loro mandato e finiscono con il fomentare le già forti tensioni tra gli ebrei sempre più numerosi e i residenti palestinesi.

  19. Niente sesso in città, di Suad Amiry [Feltrinelli]
    Al ristorante Dama, a Ramallah, si riunisce periodicamente un gruppo di donne accomunate da due elementi: la menopausa e il legame, per nascita o elezione, con la Palestina. Intorno al tavolo, sul quale si succedono le prelibatezze assemblate nella cucina del galante Usamah, si intrecciano le storie privatissime di Ola, Jamileh, Lena, Fadia e delle loro amiche: ognuna parla di sé con sincerità ed emozione, sullo sfondo più ampio delle tormentate vicende politiche e sociali del Medio Oriente, dal nazionalismo di Abdul Nasser alla vittoria di Hamas, passando per la guerra del '67, la questione libanese e Arafat. (Non sembra disponibile on-line, cercare nell'usato).

  20. La spia ha i capelli rossi, di Sarah Mustafa [Homo Scrivens]
    Leyla, studentessa italo-palestinese, sceglie la Giordania come sede del suo stage universitario. Ciò che l’ha spinta a tornare nel luogo della sua infanzia non è tuttavia un sentimento nostalgico, piuttosto un’urgenza: deve conoscere la verità sulla morte di una ragazza avvenuta quasi sessant’anni prima e nella quale sembra coinvolta una donna dai capelli rossi che potrebbe essere Farida, sua nonna. Nel tentativo di provarne l’innocenza, Leyla ritorna nel campo profughi dov’è cresciuta e, con l’aiuto della cugina Iman, cerca di ricostruire gli eventi a partire dalla Nakba palestinese. 

  21. La svergognata. Diario di una donna palestinese, di Sahar Khalifa [Giunti]
    'Afaf è una donna borghese, prigioniera di convenzioni ormai messe in crisi dalla realtà dei tempi, ma non per questo meno oppressive. Dopo alcuni infruttuosi scoppi di ribellione che il marito punisce con l'isolamento e il disprezzo, 'Afaf, impaurita ma decisa a non cedere, intraprende un viaggio verso il suo Paese occupato dall'esercito israeliano, dove ritrova la madre e un'amica coinvolta nella militanza politica, e decide di divorziare per iniziare un nuovo capitolo esistenziale della propria vita.

  22. La porta della piazza, di Sahar Khalifa [Editoriale Jouvence]
    Nello scenario dell'Intifada palestinese, vicende umane e destini di donne s'intrecciano nella storia di un quartiere, simbolo di una terra occupata. Nel 1996 l'autrice ha vinto il premio Alberto Moravia per la letteratura straniera. (Non sembra disponibile on-line).

  23. Terra di fichi d'India, di Sahar Khalifa [Editoriale Jouvence]
    La più nota scrittrice palestinese ci ripropone la vita degli arabi nei territori occupati, dove vicende umane s'intrecciano alla storia politica.

  24. L'eredità, di Sahar Khalifa [Ilisso]
    Che eredità può attendersi chi è privato della terra-madre? La risposta si trova nei personaggi di questo straordinario romanzo, la cui protagonista è Zeinab - giovane antropologa newyorkese di padre palestinese e madre americana - che "ritorna" in una patria mai visitata prima se non nei sogni e nei racconti paterni.

  25. Arabeschi, di Anton Shammas [Tamu]
    Anton Shammas è autore, fino a oggi, di quest’unico romanzo, il primo scritto in ebraico da un palestinese. Unica è anche la sua mescolanza di generi - l’autobiografia, la saga familiare, l’epica popolare, la farsa - che oltrepassa in più direzioni i confini tra vita e letteratura. "Arabeschi" è un libro prodigioso, in grado di mostrarci un modo del tutto originale di narrare la Palestina, abitando più di una lingua. 

  26. Quando i picchetti sono fioriti, di Aysar al-Saifi [Prospero Editore]
    Palestina. Luoghi ed eventi storici, memorie personali e ricordi di guerre passate costituiscono l’ambientazione in cui prendono voce tre personaggi con esperienze di vita diverse, ma accomunate dal fatto di trovarsi, ciascuno a modo proprio, di fronte a un bivio esistenziale. Le storie di Rawi, giovane giornalista palestinese, Mina, una ragazza italiana, e Motaz, un tassista di Betlemme, si intrecciano e si fondono in una sola, collettiva.

  27. La terra dei gelsomini, Gilbert Sinoué [Beat]
    È il maggio del 1816 quando l'Impero Ottomano si accinge a cadere e a lasciare un vuoto di potere enorme dall'Egitto all'Iraq al Libano alla Palestina. Inglesi e francesi si spartiscono le future zone di influenza in un patto segreto tra le loro diplomazie, noto alla storia come «trattato Sykes-Picot». Il patto non sarà senza conseguenze. Sconvolgerà l'esistenza di antiche famiglie arabe ed ebree abituate a seguire rispettosamente tradizioni millenarie, ma allo stesso tempo a essere culturalmente aperte, capaci di convivere in sintonia e amicizia con consuetudini opposte e altre. 

  28. La rabbia del vento, Yizhar Smilansky [Einaudi]
    Fine anni Quaranta, poco dopo la fondazione dello stato di Israele: un drappello di soldati si avvicina a un villaggio palestinese; ha il compito di sgomberare e distruggere le case, e di trasferire gli abitanti in un campo profughi oltre confine. Gli ordini sono eseguiti quasi scherzando, e dai commenti sull'arrendevolezza e la povertà dei nemici emerge la profonda disistima nei confronti degli arabi. Solo nel narratore si fanno largo i dubbi sulla liceità morale e l'opportunità politica di queste azioni, ma nessuno dei suoi commilitoni è disposto ad ascoltarlo. All'epoca della pubblicazione, oltre cinquant'anni fa, il romanzo di Yizhar S. (Yizhar Smilansky) fu al centro di un acceso dibattito e di infinite polemiche, tuttora attuali. (Non sapevo se inserirlo, ma secondo me è importante leggere anche la voce di chi pur facendo parte 'dell'altro lato', nutre dei dubbi su ciò che si sta compiendo. Magari fosse così per molti di loro...).

  29. Il cielo sopra a Gaza non ha colori, di Morena Pedriali Errani [Giulio Perrone Editore]
    Due gemelle palestinesi, Nur e Layla, fuggono dal nord della Striscia a seguito del 7 ottobre 2023. Nur è cieca dalla nascita e viene guidata dalla sorella Layla che, pensando di proteggerla, le mente su ciò che sta accadendo. Il suono delle bombe diventa così lo scoppio di fuochi d’artificio, le urla dei feriti, urla di festa e le lenzuola bianche con cui vengono avvolti i corpi dei civili, abiti da sposa. Le sorelle trovano rifugio nell’ospedale di Al-Awda a Jabalia, il quale, tuttavia, viene bombardato poco dopo. Nel conseguente disastro umanitario, Layla perde Nur, portata via dai soldati. Da qui in poi il suo obiettivo diventa ritrovarla. 

  30. Il tumulto, di Sélim Nassib [Edizioni e/o]
    Quando l’esercito israeliano invade il Libano per scacciarne i combattenti palestinesi, Youssef lascia Parigi, in cui è diventato giornalista, per tornare a Beirut e raccontare dall’interno l’assedio della sua città. Tra le strade devastate e le case sventrate dalla guerra si riannodano i fili del suo destino. Canto d’amore per una città mitica, Beirut, Il tumulto descrive magistralmente il miscuglio di tragico e picaresco che contrassegna uno degli ultimi grandi conflitti del XX secolo. Una realtà, esplosiva e affascinante, che resta ancora oggi di bruciante attualità. (Libano).

  31. La ribelle di Gaza, di Asmaa Alghoul e Sélim Nassib [Edizioni e/o]
    La voce di una giovane donna libera si alza da Gaza, tormentata dai bombardamenti israeliani e dalla tirannia islamista, per raccontare la sua storia: quella di una ragazza come tante, che ha voglia di vivere, di conoscere e di amare, di sfidare le assurde regole del maschilismo e la violenza del fanatismo religioso.

  32. Case di sale, di Hala Alyan [Astarte]
    Alla vigilia del matrimonio della figlia, Salma legge il destino della ragazza nei fondi di una tazza di caffè. Vede per Alia e per i suoi figli un futuro instabile, segnato dalla perdita della casa e dall’incertezza. Pur scegliendo di tenere per sé la predizione, questa si avvererà quando la famiglia verrà sconvolta dallo scoppio della guerra dei sei giorni nel 1967. Mezzo secolo di Storia provocherà lo sradicamento e la dispersione dei membri della famiglia Yacoub, tra Palestina, Kuwait, Giordania, Libano, fino all’Europa e gli Stati Uniti. 

  33. La sposa di Assuan, di Rula Jebreal [Rizzoli]
    Il romanzo di Rula Jebreal è il racconto di una vita intrecciata a una pagina di storia del Medioriente in fiamme. La sua protagonista, eroina involontaria, è il volto e la voce di battaglie vinte e perse di tutte le donne in guerra, costrette a ricostruire vite spezzate da un odio più grande di loro.

  34. La strada dei fiori di Miral, di Rula Jebreal [Rizzoli]
    Miral è una ragazza palestinese che vive in Israele e che viene accolta nel collegio-orfanotrofio fondato da Hind Husseini. La zia di Miral ha compiuto un grave attentato e il padre, cambiando il cognome a Miral e allontanandola dalla famiglia, intende evitare che la vita della ragazza sia segnata per sempre da quel marchio. Nel collegio la giovane segue con passione le vicende che condurranno agli accordi di Camp David e manifesta a favore della causa palestinese, fino alla decisione di lasciare la sua terra. Un racconto ispirato alle esperienze vissute dall'autrice, un toccante documento dell'anima lacerata dei giovani palestinesi divisi tra il bisogno di lottare e i sogni di pace. 

  35. L'ultima porta chiusa, di Ibtisam Abu Miyala [Atmosphere Libri]
    È il 1967, la Guerra dei Sei Giorni si è conclusa da due mesi e la diciassettenne Iman, sposata con il cugino contro la propria volontà, arriva a Gerusalemme, dopo un viaggio pericoloso intrapreso insieme a degli sconosciuti. Sin dall'inizio la ragazza si rende conto di essere stata "venduta" per preservare l'eredità di famiglia, ovvero la proprietà della casa del nonno Hassan, situata all'interno delle antiche Mura della Città Santa. Da questo momento il suo destino e il corso della sua vita cambieranno definitivamente: gli eventi storici in cui Iman, suo malgrado, si troverà a essere coinvolta e l'incontro con Rami, l'amore, la renderanno più forte e capace di superare le difficoltà che, giorno per giorno, anno dopo anno, sarà costretta ad affrontare.


Con personaggi reali, avvenimenti realmente accaduti.

  1. Un giorno nella vita di Abed Salama, di Nathan Thrall [Neri Pozza]
    Vincitore del Premio Pulitzer 2024. Con questo romanzo-reportage, ricavato (e successivamente ampliato) da un articolo che scrisse per la New York Review of Books nel 2021 e pubblicato negli Stati Uniti prima del 7 ottobre 2023, non cerca di porre domande o dare risposte, semplicemente descrive, attraverso le numerose interviste fatte ai vari protagonisti della vicenda, come sia vivere in un paese occupato. E soprattutto mostra come tale tragedia (avvenuta nel febbraio del 2012) non sia stata solo un semplice incidente, ma il risultato di una politica di apartheid imposta da Israele nei confronti dei Palestinesi, per controllare le loro vite, e pian piano prendere sempre più i loro territori. 

  2. Apeirogon, di Colum McCann [Feltrinelli]
    La storia vera dell'inaspettata amicizia fra due padri, un palestinese e un israeliano, che hanno rispettivamente perso le loro figlie a causa della violenza e che trasformano il loro dolore in attivismo per la pace. Una storia epica raccontata sullo sfondo delle tensioni irrisolte nel cuore della Terra Santa.


Conoscete altri romanzi sul tema? Se sì, vi attendo nei commenti, così potrò aggiornare l'articolo.




NB: alcuni titoli non sembrano più disponibili negli store online, e quindi immagino anche in libreria. Ma forse si riescono a trovare all'usato o in biblioteca. Provate a cercare!

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