Nel precedente articolo ho cercato di condividere tutti - o quasi - i romanzi sulla Palestina. Oggi, l'articolo sarà ben più lungo, perché ho cercato di raccogliere i vari saggi che sono stati scritti nel corso degli anni sul tema. Ce ne sono tantissimi, sia di voci Palestinesi che non. Secondo me, accanto a un buon romanzo, è bene aggiungere questa tipologia di letture, per comprendere meglio quello che realmente è accaduto e sta anche oggi continuando ad avvenire in quella terra.
Il mio consiglio è di iniziare da alcuni volumi di Ilan Pappé (ad es. 10 Miti su Israele e Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina), perché così avrete una visione chiara e “semplice” della Storia. Poi dovete dedicare assolutamente del tempo a Laboratorio Palestina di Antony Loewenstein, è un libro che vi farà aprire gli occhi anche sul mondo, sulla storia e sull'attualità. A me ha fatto piuttosto male, ma ora mi sembra tutto tristemente più nitido. Ho dei testi ancora da leggere, mentre mi piacerebbe recuperare qualcosa di Edward W. Said, ma anche il testo di Rashid Khalidi mi ispira molto.
Iniziamo subito, perché la lista è veramente lunga.
Saggi - Voci Palestinesi
La questione palestinese, Edward W. Said [Il Saggiatore]
La storia nazionale palestinese testimonia uno scontro perdente tra un'ambiziosa ideologia, fondamentalmente europea, e l'incapacità di convincere l'Occidente della giustezza della causa anticolonialista araba. Eppure, nonostante questo tragico fallimento, nonostante i palestinesi siano stati dispersi, frazionati, espropriati dei loro territori, essi hanno saputo sviluppare una sorprendente capacità di resistenza e, soprattutto, dare vita alla loro specifica identità di popolo. A partire dalla realtà storica del suo popolo, Edward W. Said in questo libro mette crudamente alla prova l'infondatezza delle gabbie interpretative, fornendo la definizione più esauriente e illuminante della questione palestinese.La pace possibile. Riflessioni, critiche e prospettive sui rapporti israelo-palestinesi, Edward W. Said [Il Saggiatore]
In questi scritti Said affronta l’intrico storico-politico della questione palestinese da una prospettiva ampia, analizzando senza sconti gli errori commessi da Israele, dal governo dell’ANP e dai paesi arabi assieme alle responsabilità degli attori esterni – dagli Stati Uniti all'Egitto e alla Giordania. Una disamina che nel suo avanzare ripercorre i passaggi fondamentali del conflitto, le colpe e le ipocrisie di popoli e leader: la Nakba del 1948 e l’annessione israeliana di Gerusalemme Est nel 1967, ma anche la prima e la seconda Intifada e la nascita di Hamas.Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo, Edward W. Said [Transeuropa]
L’assunto di Said è presto detto: l’imperialismo economico americano ed europeo (Francia e Gran Bretagna) necessita, per mantenere il suo dominio, di una costruzione simbolica del nemico. L’Islam, il “diverso”, l’Altro diventano l’oggetto artificiale su cui riversare le inquietudini di un Occidente in preda al panico. Said studia la cronaca giornaliera dei maggiori quotidiani americana, pesa ciascuna parola proferita nei dibattito televisivi, smonta con una pratica critica impareggiabile le asserzioni interessate degli esperti di geopolitica: ne esce un quadro a tinte fosche delle distorsioni ideologiche praticate dai “media”, con una chiara strategia militare e politica.Orientalismo, Edward W. Said [Feltrinelli]
Muovendo dall'accezione più ampia del termine - orientalismo come insieme delle discipline accademiche che studiano usi, costumi, letteratura e storia dei popoli orientali - Said affronta l'idea della diversità ontologica tra Oriente e Occidente ispiratrice di tante pagine di autori diversi e lontani, da Eschilo a Victor Hugo, da Dante a Marx, chiudendo l'indagine sul complesso di istituzioni create dall'Occidente per esercitare il proprio dominio sul mondo Orientale.Cultura e imperialismo. Letteratura e consenso nel progetto coloniale dell'Occidente, Edward W. Said [Feltrinelli]
Said getta luce sulle complicità della cultura occidentale con il progetto egemonico di vecchi e nuovi imperi. Da Cuore di tenebra di Conrad a Mansfield Park di Jane Austen, dall’Aida di Verdi a Lo straniero di Camus, quest’opera spinge a rileggere con occhio critico i grandi capolavori della letteratura, svelandone il retroterra ideologico a lungo ignorato. Allo stesso tempo, nelle opere di autori come Frantz Fanon, Aimé Césaire, C.L.R. James e Salman Rushdie, l’autore indica la grande ricchezza della letteratura di resistenza che si oppose, e si oppone, al dominio imperiale. Emerge così la realtà di un’attualità postcoloniale caratterizzata da culture ibride e interdipendenti.Nel segno dell'esilio. Riflessioni, letture e altri saggi, Edward W. Said [Feltrinelli]
È una raccolta di quarantasei saggi, scelti da Said stesso e scritti tra il 1970 e il 2000, su una sorprendente varietà di argomenti: la diaspora palestinese, i ricordi di gioventù al Cairo e Alessandria, il confronto tra culture, ma anche il machismo di Hemingway e l'epica di Tarzan. E ancora: George Orwell, Giambattista Vico, Naguib Mahfouz, Joseph Conrad, Antonio Gramsci, E. M. Cioran, T. E. Lawrence, W. S. Naipaul, Eric Hobsbawm, in ritratti che confermano Said come uno dei più importanti ed eleganti critici letterari del nostro tempo. Su tutti, il saggio che dà anche il titolo al libro: una riflessione profonda e intensa sull'esilio, il luogo impossibile attorno a cui ruotano la biografia e l'intero percorso intellettuale di Said.Palestina. Cento anni di colonialismo, guerra e resistenza, Rashid Khalidi [Laterza]
Il primo resoconto generale del conflitto raccontato da una prospettiva esplicitamente palestinese. Attingendo a una grande quantità di materiali d’archivio e ai resoconti di generazioni di membri della sua famiglia – sindaci, giudici, studiosi, diplomatici e giornalisti – Khalidi ribalta le interpretazioni accettate del conflitto, che tendono, nella migliore delle ipotesi, a descrivere un tragico scontro tra due popoli che rivendicano lo stesso territorio. Originale, autorevole e importante, Palestina non è una cronaca vittimistica, né tralascia gli errori dei leader palestinesi.I palestinesi, Maher Charif e Issam Nassar [Carocci]
Questo libro ha il merito di ripercorrere con chiarezza le fasi salienti della questione palestinese dal periodo ottomano sino a oggi, riproponendo episodi e idee di una vicenda in parte nota ma che è degna di essere conosciuta da chi la ignora e mantenuta viva nella memoria di chi l'ha dimenticata o continua a dimenticarla. I due autori ci offrono un'importante “narrazione dall'interno”, nella quale sono accolte, attraverso il ricco apparato bibliografico, anche molte altre voci palestinesi e arabe, oltre che occidentali.Che cosa teme Israele dalla Palestina?, Raja Shehadeh [Einaudi]
Lo Stato di Israele venne formato nel 1948, dando luogo alla Nakba o «catastrofe»: la rimozione della nazione palestinese, causa di fratture che continuano a sfociare in forme tragiche e violente anche oggi. Negli anni che sono seguiti, mentre il muro di Berlino crollava e il Sudafrica aboliva l’apartheid, il governo israeliano ha rifiutato ogni opportunità di riconciliazione con la Palestina. Ma per Raja Shehadeh, avvocato dei diritti umani e uno dei più importanti scrittori palestinesi, ciò non significa che le due nazioni non possano lavorare insieme come partner sulla strada della pace.Dove sta il limite. Attraversare i confini della Palestina occupata, di Raja Shehadeh [Einaudi]
Attraversando lo spazio (da Tel Aviv a Jaffa) e il tempo (dal 1959 al 2013), ci racconta l'evolversi della situazione dei palestinesi nei Territori occupati. Coraggioso, intelligente e decisamente controverso, Shehadeh esplora gli effetti devastanti dell'occupazione anche negli aspetti più intimi della vita quotidiana. E si domanda se, coloro che oggi si considerano a vicenda i peggiori dei nemici, potranno mai riuscire a costruire un futuro comune insieme.La Palestina è una questione femminista, Nada Elia [Edizioni Alegre]
Le donne palestinesi raramente vengono poste al centro dei dibattiti sulla Palestina, in genere interpretata attraverso una lente maschile e, spesso, militarizzata. Così come spesso sono escluse dai dibattiti del femminismo occidentale mainstream. Nada Elia, con questo libro pieno di rabbia, amore e speranza, cambia il consueto punto di vista sul conflitto mediorientale mettendo al centro della sua analisi intersezionale l'attivismo delle donne palestinesi, e dimostrando che nessuna visione della resistenza può dirsi completa se non dedica ampio spazio al loro contributo.
Saggi - Voci dal Mondo
Laboratorio Palestina, Antony Loewenstein [Fazi]
Laboratorio Palestina – vincitore del Walkley Book Award per il miglior libro del 2023, il più prestigioso riconoscimento giornalistico in Australia – è una magistrale opera di giornalismo investigativo che fa luce sulle responsabilità di Israele nella violazione dei diritti umani nel mondo. Vi prego, leggetelo anche se fa male, molto male.10 miti su Israele, Ilan Pappé [Tamu]
I "Dieci miti su Israele" sono dieci narrazioni storiche costruite per legittimare la fondazione di Israele in Palestina e il mantenimento di un'occupazione brutale. Dieci pilastri che affondano nel nazionalismo e nell'imperialismo europei, e, fatto apparentemente paradossale, nell'antisemitismo. Con le armi della storiografia lo studioso ebreo israeliano Ilan Pappé confuta a uno a uno i dieci miti, attraversando le varie fasi del progetto sionista a partire dalle prime colonie del 19° secolo fino a oggi.Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina, Ilan Pappé [Fazi]
Pappé cerca di spiegare in modo chiaro e semplice come siamo arrivati a quel 'famoso' 7 ottobre, tracciando un percorso illuminante ed esaustivo delle varie fasi storiche. Arrivando anche a esprimere le sue considerazioni sul possibile futuro dello Stato di Israele e della Palestina. Questo libro è una guida indispensabile per capire una pagina di storia controversa, oscurata da potenti interessi politici, e trovare una soluzione che dia giustizia e pari diritti a tutti coloro che vivono oggi nella Palestina storica.La prigione più grande del mondo, Ilan Pappé [Fazi]
In questa esplorazione completa di uno dei conflitti più prolungati e tragici del mondo, Pappé utilizza materiale d’archivio recentemente declassificato per analizzare le motivazioni e le strategie dei generali e dei politici, nonché lo stesso processo decisionale, che hanno gettato le basi dell’occupazione. Da un’indagine sulle infrastrutture legali e burocratiche messe in atto per controllare oltre un milione di palestinesi, ai meccanismi di sicurezza che hanno imposto vigorosamente quel controllo, Pappé dipinge un quadro di ciò che è a tutti gli effetti il più grande carcere del mondo.La pulizia etnica della Palestina, Ilan Pappé [Fazi]
Ilan Pappé, ricercatore appartenente alla corrente dei New Historians israeliani, ha studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi militari desecretati nel 1998) esistente su questo punto cruciale della storia del suo paese, giungendo a una visione chiara di quanto era accaduto nel '48 drammaticamente in contrasto con la versione tramandata dalla storiografia ufficiale: già negli anni Trenta, la leadership del futuro Stato d'Israele (in particolare sotto la direzione del padre del sionismo, David Ben Gurion) aveva ideato e programmato in modo sistematico un piano di pulizia etnica della Palestina.Storia della Palestina moderna, Ilan Pappé [Einaudi]
In questo libro Pappé ripercorre la storia della Palestina in un racconto che "cerca di affiancare le narrazioni degli sfruttatori e degli sfruttati, degli invasori e di chi è invaso, degli oppressori e degli oppressi". Un libro basato su documenti in ebraico, arabo e nelle lingue europee, che ha sollevato un dibattito internazionale sull'interpretazione del nodo più vulnerabile della politica mondiale.Ultima fermata Gaza, Noam Chomsky e Ilan Pappé [Ponte alle Grazie]
Non solo è ricostruita criticamente la storia del conflitto, il cui episodio chiave – la Nakba del 1948 – viene reinterpretato da Pappé come un vero e proprio caso di pulizia etnica, ma si leggono con strumenti e argomenti irreperibili sui nostri media la natura e le conseguenze degli attacchi israeliani degli ultimi quindici anni; si discute il ruolo che hanno sempre svolto gli Stati Uniti nell'avallare l'illegale politica israeliana di colonizzazione dei territori occupati; si prospettano i vari scenari di pace.Palestina e Israele, che fare?, Noam Chomsky e Ilan Pappé [Fazi]
Secondo i due autori, bisogna denunciare la natura di paese colonizzatore di Israele, spingere la comunità internazionale a prendere una posizione ferma contro le sue politiche d'occupazione e, soprattutto, ragionare in funzione di un unico Stato multietnico, dove palestinesi e israeliani possano convivere nel rispetto reciproco dei diritti umani. Si tratta di un nuovo approccio, i cui cardini scaturiscono innanzitutto dalla necessità di superare l'ipocrisia del lessico israeliano; non più "processo di pace", dunque, ma "decolonizzazione" e "cambio di regime".J'accuse, Francesca Albanese e Christian Elia [Fuoriscena]
La verità prima di tutto è il movente che ispira questo J’Accuse, che raccoglie la testimonianza della Relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati da Israele dal 1967. Il J’Accuse di Francesca Albanese non è l’intervento di parte di un’attivista ma è il contributo di una donna che svolge da anni un incarico di alto profilo istituzionale e che può aiutarci a vedere e a capire ciò che non vediamo.C'era una volta Gaza, Valerio Nicolosi [Rizzoli]
Ci fa conoscere un’altra Gaza e un’altra Palestina, mettendo al centro non la Storia, ma le storie di vita immerse in un contesto di guerra e resistenza, spesso nascoste dall’indifferenza o da una comunicazione strumentalizzata. Dai combattenti di Hamas nei tunnel di Rafah ai giovani parkouristi che sfidano le rovine, passando per i coltivatori di fragole, i pescatori, gli studenti, fino agli interminabili tragitti in un territorio frammentato e conteso come la Cisgiordania, le foto e le storie in queste pagine restituiscono un ritratto unico di uomini e donne, anziani e bambini per cui ogni gesto quotidiano è coraggiosa opposizione, azione di lotta e speranza e, soprattutto, ode alla libertà.Gaza, la scorta mediatica, Raffaele Oriani [People]
Si può sostenere chi dice di difendersi, quando la difesa diventa sterminio? Raffaele Oriani, storico collaboratore del Venerdì di Repubblica, sceglie di dimettersi per non prendere parte alla “scorta mediatica” che accompagna l’apocalisse di Gaza. La sua scelta, e la lettera con cui l’ha motivata, hanno un’enorme risonanza social: si ha la sensazione che abbiano rotto un muro di omertà. In questo libro, Oriani racconta la sua esperienza e mette nero su bianco le tappe di un prolungato silenzio: la libera stampa era chiamata a denunciare un genocidio. Non l’ha fatto. Perché?Torri d'avorio e d'acciaio. Come le università israeliane sostengono l'apartheid del popolo palestinese, Maya Wind [Edizioni Alegre]
In Occidente le università israeliane vengono dipinte come bastioni liberali del pluralismo e della democrazia, ma in realtà hanno un ruolo chiave nel regime di oppressione del popolo palestinese. Rendendo accessibili a livello internazionale molti documenti ufficiali israeliani, Maya Wind mostra infatti come i corsi di laurea, le infrastrutture dei campus e i laboratori di ricerca siano attivamente coinvolti in ciò che è sempre più diffusamente riconosciuto come un regime di apartheid.Si chiamava Palestina. Storia di un popolo dalla Nakba a oggi, Cecilia Dalla Negra [Aut Aut Edizioni]
Il 1948 è l'anno della Nakba, che vede l'espulsione di migliaia di persone dalla Palestina e la distruzione di centinaia di villaggi ad opera del nascente Stato di Israele. A distanza di settant'anni, Cecilia Dalla Negra ripercorre le principali tappe del processo di colonizzazione israeliano, fino a giungere agli eventi attuali segnati dalla "Grande Marcia del Ritorno", luogo simbolico in cui la storia della Nakba e la sua attualità si incontrano. Integrando alcune testimonianze dirette, il libro segue il cammino di un popolo che ancora oggi resiste alle strategie di esproprio e repressione di Israele. [Libro non disponibile on-line]Questa terra è donna. Movimenti femminili e femministi palestinesi, Cecilia Dalla Negra [Astarte]
Partendo da questo verso della poeta Fadwa Tuqan, il libro di Cecilia Dalla Negra ripercorre la storia dei movimenti femminili e femministi palestinesi dagli inizi del Novecento sino ai giorni nostri. In un contesto segnato da conflitti, occupazioni e rivoluzioni, le donne palestinesi hanno tracciato un cammino di resistenza, emancipazione e lotta politica che ha lasciato un segno indelebile nella storia dei femminismi mondiali.La Palestina nei testi scolastici di Israele. Ideologia e propaganda nell'istruzione, Nurit Peled-Elhanan [EGA - Edizioni Gruppo Babele]
«Nonostante tutte le altre fonti di informazione, i testi scolastici costituiscono potenti mezzi mediante cui lo Stato può configurare le forme di percezione, classificazione, interpretazione e memoria necessarie a determinare identità individuali e nazionali. Ciò vale in particolar modo per Paesi come Israele dove storia, memoria, identità personale e nazione sono intimamente legati». Così l'autrice inizia la sua analisi, serrata e approfondita, dell'approccio alla Palestina e ai palestinesi nei testi destinati alle scuole. Un percorso illuminante in una «ideologia» che ha l'effetto di disumanizzare il popolo palestinese.Decolonizzare la Palestina. Hamas tra anticolonialismo e postcolonialismo, Somdeep Sen [Meltemi]
Dopo l’inaspettata vittoria alle elezioni del Consiglio legislativo palestinese del 2006, e a dispetto di quanto predetto dagli esperti, Hamas ha continuato a esistere sia come resistenza armata contro il governo israeliano, sia come organo di governo. Spiegare il come e il perché di tutto questo è la vera sfida dell’autore che, basandosi sul materiale raccolto tra Striscia di Gaza, Cisgiordania, Israele ed Egitto, si spinge oltre il singolo enigma che coinvolge Hamas e traccia un’originale analisi che getta nuova luce interpretativa su tutti i movimenti di emancipazione dal colonialismo di insediamento.L'industria dell'Olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei, Norman G. Finkelstein [Meltemi]
Partendo da una ricostruzione attenta e rigorosa di ciò che accadde, il controverso e polemico volume di Norman G. Finkelstein dimostra con documenti e testimonianze come lo Stato d’Israele – finanziato dalle associazioni sioniste internazionali – abbia utilizzato l’Olocausto per giustificare la propria politica di repressione nei confronti del popolo palestinese: una sorta di immunità alle critiche dovuta alle persecuzioni subite. Chiunque stigmatizzi l’azione terroristica e persecutoria israeliana è sistematicamente tacciato di antisemitismo.Spaziocidio. Israele e l'architettura come strumento di controllo, Eyal Weizman [Mondadori]
In Palestina il paesaggio e l'ambiente costruito non sono allegorie, rappresentazioni o forme visive delle relazioni di potere, ma il mezzo stesso del potere costituito. L'ambiente non è solo il luogo dove la guerra si svolge, ne è il vero e proprio strumento. Eyal Weizman in questo acclamato saggio svela la relazione tra due tipi di trasformazione: da un lato la violenza spettacolare degli eventi (bombe, uccisioni, missili, bulldozer) che attirano l'attenzione dei media; dall'altro avvenimenti più lenti e consequenziali – la costruzione di edifici, strade, tunnel – non meno aggressivi e devastanti.Il gelso di Gerusalemme. L’altra storia raccontata dagli alberi, Paola Caridi [Feltrinelli]
La storia del Mediterraneo e del Medio Oriente raccontata attraverso gli alberi. Un manifesto di botanica politica. Il gelso di Gerusalemme, il pino piegato del Monte Nebo, gli ulivi di Betlemme, i sicomori di Gaza e i ficus dell’Orto botanico di Palermo, e poi i platani del parco di Gezi e i flamboyant del Cairo non solo sono tutti testimoni di una storia umana, ma scrivono, nel loro modo, la Storia. È così che Paola Caridi ci presenta e racconta le storie dietro agli alberi – e ai giardini botanici – più simbolici del Medio Oriente e del Mediterraneo.Hamas. Dalla resistenza al regime, Paola Caridi [Feltrinelli]
Cosa si nasconde dietro il mistero Hamas? Perché un movimento islamista ha guadagnato così tanto consenso all’interno di una società ritenuta tendenzialmente laica come quella palestinese? Paola Caridi scrive la storia di Hamas usando fonti a metà tra la cronaca e l’archivio. Fa vedere i luoghi e fa parlare i protagonisti, i militanti, uomini e donne.Gerusalemme senza Dio. Ritratto di una città crudele, Paola Caridi [Feltrinelli]
Paola Caridi ha vissuto per dieci anni a Gerusalemme. Le sue pagine ci restituiscono una città vissuta intimamente, indimenticabile per la bellezza delle mura antiche, delle pietre bianchissime, della sua umanità dolente. Ma ci restituiscono anche una città crudele, dove israeliani e palestinesi fanno talvolta la spesa negli stessi supermercati, per poi rinchiudersi nei confini dei rispettivi quartieri, invisibili gli uni agli altri. Una città costellata di posti di blocco che controllano gli spostamenti di donne e uomini, merci e idee, nemici e potenziali attentatori.Il mondo dopo Gaza, Pankaj Mishra [Guanda]
Lo scrittore indiano Pankaj Mishra analizza la nascita e lo sviluppo dello Stato di Israele, e il ruolo che la memoria della Shoah ha avuto nell'immaginario dal dopoguerra in poi. Dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e il conflitto in Medio Oriente che ne è derivato, Mishra riconsidera le due letture concorrenti del secolo scorso: se da un lato si è celebrato il trionfo dell'Occidente sui totalitarismi, lo stesso rilievo non è stato attribuito alle lotte per l'indipendenza dei paesi del Sud del mondo. Mentre le vecchie pietre di paragone si sgretolano, è di fondamentale importanza rispondere alle domande nate dalla crisi attuale: perché alcune vite sembrano contare più di altre?Palestinesi, Jean Genet [Il Saggiatore]
Negli scritti contenuti in questo libro, Genet incontra gli uomini e le donne palestinesi nei campi profughi, e nei loro corpi e nei loro gesti riconosce la «bellezza» propria dei rivoluzionari, bellezza che da sempre lo ha avvicinato a chi vuole sovvertire i dati di fatto. Il suo sguardo si muove per riportare, con una prosa scarna e dura, le scene a cui assiste negli attimi immediatamente successivi al massacro di Sabra e Shatila, quando è costretto a scavalcare i cadaveri mutilati di uomini e donne lasciati a marcire per strada.Cronache mediorientali, Robert Fisk [Il Saggiatore]
Robert Fisk, uno dei più celebri corrispondenti di guerra al mondo, racconta cento anni di scontri, occupazioni, trasformazioni in Medio Oriente e in tutto il bacino del Mediterraneo. Quest’opera non vuole essere una cronologia dei conflitti in Medio Oriente, ma la narrazione di un’unica storia scandita in diverse storie; la testimonianza in presa diretta di una guerra moderna, della difficolta, della frustrazione, dei pericoli che corre chi e impegnato a stendere la prima versione dei fatti. [Quindi è più estesa ai conflitti nel Medio Oriente, e non solo sulla Palestina, ma mi sembra ugualmente interessante!]Il martirio di una nazione. Il Libano in guerra, di Robert Fisk [Il Saggiatore]
Robert Fisk ripercorre la storia di una nazione martirizzata e del suo popolo, di una catastrofe politica e militare che l'irragionevolezza delle grandi potenze non ha mai saputo e voluto evitare. Scritto da quello che il New York Times ha definito l'inviato di guerra più famoso al mondo, "Il martirio di una nazione" fonde reportage di guerra e analisi politica, diario personale e affresco storico, in un'epica e sconvolgente narrazione che scava nel passato alla ricerca delle radici del dramma libanese. (Se non sbaglio c'è anche la cronaca dei massacri dei campi profughi di Sabra e Shatila).Terra contesa. Israele, Palestina e il peso della storia, Lorenzo Kamel [Carocci]
Il volume fa luce sulle origini più profonde di una disputa iniziata molto prima del 1947, l’anno della partizione della Palestina da parte dell’ONU. Il ruolo delle religioni, lo sviluppo e la cristallizzazione delle identità, il possesso della terra, le strategie delle grandi potenze e quelle dei paesi arabi, l’antisemitismo e le discriminazioni, le prospettive dal basso degli abitanti che da oltre un secolo si contendono pochi chilometri quadrati: ognuno di questi tasselli è parte di un mosaico in cui spiccano le cicatrici della storia e vengono meno le verità assolute proprie di larga parte delle narrazioni correnti.Perché la Palestina è perduta ma Israele non ha vinto. Storia di un conflitto (XIX-XXI secolo), Jean-Pierre Filiu [Einaudi]
Uno dei più autorevoli storici del Medio Oriente ci rivela le radici più controverse del sionismo, e insieme le ombre della solidarietà del mondo arabo al popolo palestinese. Quello di Jean-Pierre Filiu è uno sguardo estremamente complesso e stratificato la cui profondità storica è capace di illuminare un tema che è, e purtroppo resterà, tristemente attuale.Distruggere la Palestina, distruggere il pianeta, Andreas Malm [Ponte alle Grazie]
Andreas Malm esplora il profondo legame tra la distruzione ambientale e il conflitto israelo-palestinese, delineando come il colonialismo e il capitalismo avanzato abbiano reso il territorio palestinese una zona di sperimentazione per ciò che definisce “una messa in sicurezza coloniale”. Attraverso un’analisi storica dettagliata e critica, il libro dispiega le connessioni tra il sostegno economico-militare di Stati Uniti e Europa verso Israele e gli interessi delle multinazionali dei combustibili fossili, tracciando un quadro allarmante di come guerra e devastazione ecologica procedano di pari passo.Palestina nonostante. Viaggio in Cisgiordania, Emanuela Crosetti [Exòrma]
Un lungo viaggio in Cisgiordania (seguendo le tappe di Jenin e Gerusalemme, Ramallah e Nablus, Jericho e Al-Khalil) ci svela la vita dei palestinesi nei Territori occupati prima del 7 ottobre 2023. Entriamo nelle loro case, nella vita quotidiana e, tra città e villaggi sperduti, scopriamo persone animate dalla volontà di condurre una vita normale come forma di resistenza nonviolenta all’occupazione israeliana.Ignorare l’assenza. La letteratura palestinese nell’immaginario italiano, Valeria Roma [Meltemi]
Con delicatezza e sensibilità, lascia riemergere dall’oblio della censura le storie del popolo palestinese: le sue innumerevoli trasformazioni sociali e culturali, i sogni individuali e il desiderio comune di liberazione, le memorie collettive e i ricordi familiari, il tormento dell’esilio e l’incredibile resilienza dei bambini che, nonostante tutto, continuano a giocare. Come fili di una trama la cui essenzialità viene svelata solo nell’immagine finale, alcuni frammenti di vita, oggetti ed episodi intimi confluiscono nella ricostruzione di una cultura scomparsa sotto il peso dell’oppressione politica.Gaza davanti alla storia, Enzo Traverso [Laterza]
La distruzione di Gaza è una conseguenza dell’attacco del 7 ottobre o l’epilogo di un lungo processo di oppressione e sradicamento? I palestinesi hanno il diritto a resistere all’occupazione? Parlare di genocidio è antisemitismo? Enzo Traverso, uno dei più autorevoli storici del nostro tempo, va alla radice del conflitto israelo-palestinese chiamando in causa la storia e offre una interpretazione critica che rovescia la prospettiva unilaterale dalla quale ci siamo abituati a osservare ciò che sta accadendo a Gaza.
Saggi - Vario
The Passenger. Palestina. [Iperborea]
Cronache di vite palestinesi: a Ramallah, a Gaza, a Gerusalemme, a Jenin, a Hebron, in Israele, nella diaspora. Raccontano modi diversi di vivere l’occupazione e di resisterle.Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese, di Fidaa Abuhamdiya [Meltemi]
Pop Palestine è il racconto di una Palestina diversa, popolare, pop. È un percorso tra strade, pentole e fornelli, dal Sud al Nord della Palestina, partendo da Hebron, passando per Betlemme, Ramallah, Gerusalemme, fino ad arrivare a Gerico, Nablus e Jenin. A ciascuna di queste città è dedicato un capitolo, in cui sono riportate le ricette dei piatti preparati in case, ristoranti o da venditori di strada. È un diario di viaggio tra mercati affollati, ricette prelibate, tradizioni, feste e accoglienza: tutti ingredienti di una vita normale, in un Paese sotto occupazione.Arabpop. Rivista di arti e letterature arabe contemporanee (2024). Vol. 6: Palestina [Tamu]
Storie poco conosciute, dimenticate o taciute nella narrazione dominante, e che invece sono cruciali per ricostruire un quadro più ampio di una Palestina culturalmente vivacissima, ricca e stratificata. Gli autori e le autrici di questo numero, la maggior parte dei quali inediti in italiano, si immergono nelle complessità della storia e della cultura palestinese proponendo le loro riflessioni originali e consapevoli, interrogative e a volte scomode, che sfidano narrazioni uniformi e approcci stereotipati. La curatela della sezione letteraria è stata affidata a Mazen Maarouf, scrittore palestinese pluripremiato, che ha selezionato appositamente per questo numero brani di prosa e poetici non convenzionali, che spaziano dal noir alla denuncia politica, dal racconto nostalgico al genere fantastico.
Ecco qui tutti i titoli che sono emersi dalla mia ricerca. Mi sono permessa di escluderne alcuni di cui francamente non sono così convinta, quindi forse qualche autore soprattutto italiano mancherà. Secondo me quelle inserite in questo articolo sono voci più autorevoli, che sanno davvero di cosa vanno a parlare. Poi è un mio pensiero.
Se ne conoscete altri, comunque, lasciate pure i titoli nei commenti!
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