Torniamo a parlare di ritornanti, perché la realtà lì fuori ultimamente fa molta più paura di uno zombie pronto a mangiare il tuo cervello. No?
Filippo Santaniello mi ha dato l'opportunità di leggere anche il terzo capitolo di Country Zombie Apocalypse, questa serie di racconti incentrati su Al, un giovane ragazzo dei colli umbri, e di come insieme ai suoi nonni e a Resident Ivo si sono ritrovati a combattere contro il ritorno dalla morte di molti paesani. Ma questo morbo - causato dal vaccino usato per contrastare il virus che ha colpito tutta l'Italia e in verità il mondo intero - non è arrivato solo lì, ma in ogni parte della penisola. E, in effetti, incontreremo subito un nuovo personaggio: Lando Nisticò, un trentenne calabrese che è rimasto bloccato a Milano durante il lockdown.
Famiglia, amicizie, vecchia casa. Aveva nostalgia di tutto.
Se avesse potuto sarebbe tornato ogni fine settimana, ma le sue radici erano troppo distanti.
Lando Nisticò era nato a più di mille chilometri di distanza.
Bovalino.
Reggio Calabria.

So che non è facile tornare a immaginare quei giorni di lockdown che tutti non abbiamo vissuto, ma proviamo a visualizzare una Milano deserta; tutti sono chiusi in casa. Anche Lando Nisticò, giovane calabrese trentenne, è bloccato nel suo monolocale, svolgendo il suo lavoro di copywriter. Lando è un po' come tanti di noi; quelli che sono stati costretti ad abbandonare la propria terra per andare al nord alla ricerca di lavoro, e lì sono rimasti, preda della nostalgia, e della tristezza nel non riuscire a tornare molto più spesso dalle persone amate. Lando è anche pagato una miseria per riempire siti web di parole. Ed è rimasto solo, a seguito della rottura con la sua ragazza. Il silenzio nell'abitazione è spezzato da una chiamata: è sua sorella Greta, che lo metterà di fronte a una scelta non facile, ma anche a una terribile e pericolosa realtà.
Mentre ripensa al passato, ai momenti felici, e a una sorta di esperienza metafisica vissuta nell'ultimo Natale trascorso con la sua famiglia, Lando resta spiazzato da ciò che sente alla tv. Si parla di ritorno dei morti che vogliono cibarsi di... carne umana. E poi il terrore di Greta al telefono: bussano alla porta... Lando dovrà mettersi subito in viaggio verso sud.
Ma, se conosciamo un nuovo personaggio, non possono mancare naturalmente i protagonisti che abbiamo imparato ad amare nei precedenti capitoli: Al, nonno Igino, nonna Clotilde e Resident Ivo!
Avevamo lasciato Al e Ivo in una situazione alquanto pericolosa, ma nonno Igino, ormai appassionato nello staccar teste, riesce a salvarli. Inizia per loro, quindi, una nuova avventura, che li vede rubare un trattore da un vicino, per uno scopo più nobile: trovare una soluzione a quell'ondata di orrore che si è riversata in tutta Italia. E se il rimedio fosse proprio sotto i loro occhi? Se potesse essere trovato in quei maiali appestati - ai quali avevano dato in pasto tutti i cadaveri dei ritornanti uccisi -, sempre più simili al Cujo di King?
Chissà.
Le poche volte che si lasciava andare, però, non c’era suono più allegro e confortante di quella roca risata così simile a uno scoppio d’artiglieria. Al era felice quando il nonno rideva.
Se devo essere sincera ho avuto momenti altalenanti con questo terzo capitolo. Continuo ad apprezzare molto la scrittura di Santaniello, che è capace di coinvolgerti, mescolando sapientemente i toni sarcastici a quelli tragici. Però, forse per il fatto che non ho trovato nessuna risposta alle domande del racconto precedente, mi ha lasciata un po' tiepida; anche se spero che tutto sarà svelato nel prossimo!
Mi è sembrato forse una sorta di capitolo di transizione che, con l'aggiunta del personaggio di Lando, frena un po' le vicende di Al e gli altri. Anche se resta comunque quella solita curiosità assurda nel trovare risposta alle tante domande vecchie e nuove sui vari personaggi e situazioni descritte. Lando riuscirà ad arrivare in tempo in Calabria - considerando che deve percorrere tutta l'Italia?
Al, Igino, Clotilde e Ivo riusciranno a capire come risolvere questo grande dilemma? E qual è la risposta a un mistero del secondo capitolo?
Ma soprattutto, se tutto tornerà a una sorta di normalità, come farà nonno Igino a rilassarsi se non potrà più mozzare teste?
Per quanto riguarda l'aggiunta di Lando, mi sono molto ritrovata nei suoi pensieri, soprattutto in quel forte senso di nostalgia per quella casa lontana dalla quale siamo stati costretti o abbiamo scelto consapevolmente di lasciare, ma che ci manca tantissimo. Vivere lontani dai propri genitori diventa pesante quando sai che difficilmente potrai tornare a trovarli spesso e, in una situazione terribile come quella che abbiamo vissuto durante la pandemia, è stata ancora più dura. E questo si riflette, nel racconto. Mi è piaciuta meno - per una questione puramente personale - l'esperienza in una sorta di multiverso che non ho ben compreso, ma chissà, forse troverò una risposta anche a questo nel prossimo capitolo.
In definitiva, però, continuo a consigliarvi questa serie di racconti da leggere magari tra un romanzo e l'altro, ridendo tra una battuta e l'altra di nonno Igino e del giovane Al, ma trovando anche, tra le righe, delle riflessioni su di noi, sul nostro presente, su certe tematiche molto umane.