
Selve Oscure è una raccolta di racconti gotici in cui alberi, foreste, boschi e la natura stessa non restano semplici ambientazioni, ma diventano personaggi: luoghi di smarrimento, sia fisico sia mentale, spazi liminali tra il mondo razionale e quello soprannaturale, ma anche specchi dell'anima, riflessi dei propri demoni interiori. Sono storie che intrecciano epoche, luoghi e sensibilità diversi e nelle quali ritroviamo la maestria di grandi firme del genere.
Non sono madre e non credo che lo sarò mai.
Ancora oggi però c'è spesso questa convinzione che se non lo sei, ti manca qualcosa. Come se non fosse normale non volere figli, come se fosse assurdo non avere quell'aspirazione alla maternità. C'è anche un'idealizzazione del ruolo della madre: deve amare i figli, essere in un certo modo, mettersi in secondo piano rispetto a quelle creature che siamo abituati a immaginare innocenti e perfette. Ma è davvero così?
Avevi ragione, mamma, di Roberta Poggio è un libro che mi ha fatto molto riflettere su questo tema e anche sulle paure che spesso possono colpire soprattutto noi donne davanti alla maternità: da un lato quella di non essere una buona madre, dall'altro lato la paura della responsabilità di chi metti al mondo. Perché sì, sono i tuoi figli, ma non ti appartengono davvero. Hanno il loro libero arbitrio, possono prendere le loro decisioni, possono diventare persone che magari non avresti mai immaginato. E se commettessero del male? Riusciresti a guardarli con gli stessi occhi? Come conciliare l'amore con la verità?
Anche Ottobre sta portando con sé una marea di novità editoriali che hanno attratto la mia attenzione. Il problema di essere una persona estremamente curiosa è che sono davvero affascinata da tanti titoli, anche se sono perfettamente consapevole che non potrei mai leggerli tutti. Ma... intanto condividiamoli. E poi chissà!
Preparate carta e penna, e iniziamo!
Negli ultimi anni questo mondo mi fa paura. Tra guerre, genocidi e tutto il marcio che l'uomo sa far emergere, è difficile continuare a pensare che il futuro possa essere sereno. Sono sempre stata convinta che studiare la Storia avesse uno scopo più nobile del semplice voto: serviva a comprendere, per non riviverla. Invece, siamo tornati a sentire frasi assurde: si parla di riarmo, di andare in guerra, si mettono già in allerta i più giovani, chiamati a difendere la propria Patria e a rischiare la propria vita. Come se le due guerre mondiali non ci avessero insegnato nulla.
Ho paura e non lo nego. Ma soprattutto provo una rabbia feroce: perché bisogna tornare indietro? Perché dobbiamo rivivere una Storia atroce? Oggi abbiamo persino armi più distruttive e letali rispetto al passato. Eppure siamo sempre lì: i potenti, al sicuro nelle loro stanze, spediscono gli innocenti al fronte, con la forza se necessario. Per la Patria, per il nostro Paese che va difeso. Non trovate tutto questo profondamente triste? Voi vivete davvero bene in questa realtà?
Tutta questa premessa perché oggi voglio parlarvi di un fumetto che ho amato tantissimo e che, mostrando una tragica storia italiana, fa riflettere anche sul presente. Una storia che mi ha fatto piangere, poi ridere, poi ancora piangere. Un lavoro meraviglioso di Leo Ortolani: Tapum.
Quando viviamo un grande dolore, pensiamo con troppa facilità che nasconderlo sotto un tappeto e andare avanti sia la scelta migliore. Lo si mette da parte, non ci si pensa più, ma è solo una fragile apparenza. Il dolore continua a pulsare lì, il vuoto che senti nel petto non si può riempire, forse si dovrebbe solo aver il coraggio di affrontarlo. Restare fermi e fingere che vada tutto bene non aiuta. Anzi. Ed è proprio quello che accade alla protagonista di una storia magica e malinconica nata dall'arte di Loputyn, Jessica Cioffi: Forget me not.
Avevo regalato tempo fa questo bellissimo graphic novel a mia nipote, ma non potevo non leggerlo anche io. Attratta dal suo stile grafico, ma anche da una storia che parla di streghe, di memoria, di dolore, di comunità, ma anche di rinascita. E l'ho amata.