
Anche Ottobre sta portando con sé una marea di novità editoriali che hanno attratto la mia attenzione. Il problema di essere una persona estremamente curiosa è che sono davvero affascinata da tanti titoli, anche se sono perfettamente consapevole che non potrei mai leggerli tutti. Ma... intanto condividiamoli. E poi chissà!
Preparate carta e penna, e iniziamo!
Negli ultimi anni questo mondo mi fa paura. Tra guerre, genocidi e tutto il marcio che l'uomo sa far emergere, è difficile continuare a pensare che il futuro possa essere sereno. Sono sempre stata convinta che studiare la Storia avesse uno scopo più nobile del semplice voto: serviva a comprendere, per non riviverla. Invece, siamo tornati a sentire frasi assurde: si parla di riarmo, di andare in guerra, si mettono già in allerta i più giovani, chiamati a difendere la propria Patria e a rischiare la propria vita. Come se le due guerre mondiali non ci avessero insegnato nulla.
Ho paura e non lo nego. Ma soprattutto provo una rabbia feroce: perché bisogna tornare indietro? Perché dobbiamo rivivere una Storia atroce? Oggi abbiamo persino armi più distruttive e letali rispetto al passato. Eppure siamo sempre lì: i potenti, al sicuro nelle loro stanze, spediscono gli innocenti al fronte, con la forza se necessario. Per la Patria, per il nostro Paese che va difeso. Non trovate tutto questo profondamente triste? Voi vivete davvero bene in questa realtà?
Tutta questa premessa perché oggi voglio parlarvi di un fumetto che ho amato tantissimo e che, mostrando una tragica storia italiana, fa riflettere anche sul presente. Una storia che mi ha fatto piangere, poi ridere, poi ancora piangere. Un lavoro meraviglioso di Leo Ortolani: Tapum.
Quando viviamo un grande dolore, pensiamo con troppa facilità che nasconderlo sotto un tappeto e andare avanti sia la scelta migliore. Lo si mette da parte, non ci si pensa più, ma è solo una fragile apparenza. Il dolore continua a pulsare lì, il vuoto che senti nel petto non si può riempire, forse si dovrebbe solo aver il coraggio di affrontarlo. Restare fermi e fingere che vada tutto bene non aiuta. Anzi. Ed è proprio quello che accade alla protagonista di una storia magica e malinconica nata dall'arte di Loputyn, Jessica Cioffi: Forget me not.
Avevo regalato tempo fa questo bellissimo graphic novel a mia nipote, ma non potevo non leggerlo anche io. Attratta dal suo stile grafico, ma anche da una storia che parla di streghe, di memoria, di dolore, di comunità, ma anche di rinascita. E l'ho amata.
Sono sempre stata attratta dalle storie ai margini, da quelle figure liminali che si muovono sui bordi di una realtà alla quale spesso non riescono a sentirsi parte. Quando ho avuto l'opportunità di leggere le prime pagine di questo romanzo ho subito capito che sarebbe stata una storia destinata a lasciarmi un segno. A Vivian mi sono subito affezionata, perché per certi versi riesco a capirla. O perlomeno credo che a volte bisognerebbe fare un passo indietro e fermarsi ad ascoltare uno sguardo diverso sul mondo, anche quando sembra troppo assurdo o strambo.
Gusci d'uova è il romanzo di esordio della scrittrice irlandese Caitríona Lally, vincitore nel 2018 del Rooney Prize for Irish Literature.
L'autrice ci porta con sé nella Dublino Nord contemporanea che, però, impariamo a guardare attraverso lo sguardo di un'eccentrica protagonista: Vivian Lawlor.
Settembre è volato via in un soffio.
Non mi sono neanche resa conto di dover cambiare la pagina del calendario. Forse perché guardando indietro, in verità, ho fatto tanto. Anche se non quanto avrei voluto.